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Negli ultimi anni Google ha svolto un’intensa attività per migliorare la sicurezza del suo app store Google Play. Perché? Perché milioni di utenti hanno inavvertitamente scaricato migliaia di app dannose dallo store che hanno compromesso i loro dati, tra cui SMS, credenziali, foto, calendari, appuntamenti ed e-mail. Ad esempio, nel marzo 2019, l’adware “SimBad” è stato trovato in oltre 200 app sullo store, con un conteggio di download combinato di quasi 150 milioni.

Dalla costituzione formale dell’alleanza, sono state effettuate oltre 5,2 milioni di installazioni di app dannose, che hanno riguardato decine di campagne di quattro diversi tipi di malware. Queste famiglie di malware hanno una serie di capacità: dalla possibilità di rubare tutte le informazioni dal dispositivo, alla possibilità di prenderne il controllo facendo apparire pubblicità o sovrapposizione di finestre come una forma di attacco phishing. Queste applicazioni utilizzano anche una varietà di tecniche per evitare il rilevamento da parte dei team di sicurezza dell’alleanza, tra cui l’offuscamento del codice e il download ritardato di payload dannosi.

Una di queste campagne è stata scoperta dai ricercatori di Check Point Software. La famiglia di malware Haken è stata installata su oltre 50.000 dispositivi Android da otto diverse applicazioni dannose mascherate da utility per la fotocamera e giochi per bambini, tutti apparentemente innocui.

Il malware è classificato come “clicker” per la sua capacità di prendere il controllo del dispositivo dell’utente e di cliccare su qualsiasi cosa possa apparire sullo schermo. È importante notare che il malware può accedere a qualsiasi tipo di dati, quindi tutto ciò che è visibile sullo schermo è un potenziale bersaglio (ad esempio e-mail di lavoro), così come qualsiasi dato memorizzato localmente (come conversazioni di lavoro su un’applicazione di messaggistica).

L’impatto sugli utenti è duplice: il malware può attivare servizi in abbonamento premium senza che l’utente se ne renda conto, facendo guadagnare denaro illegalmente alle persone che stanno dietro l’app, e può estrarre dati sensibili direttamente dal dispositivo. La buona notizia è che queste app corrotte sono state tutte rimosse da Google Play.

Tuttavia, ciò evidenzia che, nonostante i continui sforzi per proteggere il Google Play Store dalle app dannose, eliminare completamente il rischio che gli utenti scarichino un’app pericolosa dallo store non avverrà in tempi brevi. Ci sono quasi 3 milioni di app disponibili in Play Store, con centinaia di nuove app caricate ogni giorno – il che rende difficile controllare che ognuan di esse sia sicura.

Alcuni sviluppatori di app hanno escogitato metodi ingegnosi per nascondere il vero intento delle loro app all’esame di Google. Insieme a un ecosistema Android frammentato, in cui un gran numero di produttori di dispositivi offre raramente aggiornamenti strategici del sistema operativo, gli utenti non possono contare solo sulle misure di sicurezza di Google Play per garantire la protezione dei loro dispositivi.

È necessario implementare un software di sicurezza per scongiurare malware e altre minacce e proteggere i dati aziendali e personali su questi dispositivi. La soluzione di sicurezza deve veramente comprendere i comportamenti dannosi, il che significa che deve utilizzare numerose tecniche avanzate che vanno oltre le semplici firme o l’apprendimento automatico basato su indicatori statici.

Se si sospetta che il proprio dispositivo sia stato infettato da una di queste app, ecco i passaggi da seguire:

  1. Disinstallare l’app infetta dal proprio dispositivo
  2. Controllare le fatture del cellulare e della carta di credito per verificare se si sia stati registrati per eventuali abbonamenti e, se possibile, cancellarli.
  3. Installare una soluzione di sicurezza per prevenire futuri attacchi

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Il 2019 volge al termine ed è arrivato il momento di dare uno sguardo alle parole, i fatti, i personaggi che hanno reso unico quest’anno. E’ tempo di Un Anno di Ricerche su Google, con cui ripercorriamo gli ultimi 12 mesi attraverso le domande che gli italiani hanno rivolto al motore di ricerca.

In cima alle parole che hanno registrato un picco nel 2019 in Italia è forte il ricordo di Nadia Toffa, seguita dall’incendio della cattedrale di Notre Dame e dalla kermesse canora sanremese. Ma sono i “perché” a catturare la nostra attenzione: l’attualità con “perché è caduto il governo”, “perché si chiamano sardine”, “perché la Turchia attacca i curdi”, “perché c’è la guerra in Siria” e “perché il Mose non funziona”; passando per le curiosità storiche con il “perché non siamo più tornati sulla Luna” e il ricorrente “perché si festeggia ferragosto”.

Accanto ai perché”, i “cosa significa”, che abbiamo cercato in relazione a luoghi turistici – come Macchu Picchu e Hollywood -, nei tormentoni estivi, nell’attualità economico-politica e, perché no, anche un pò nel gossip.

Ma c’è un trend emergente che ha riscontrato l’interesse degli italiani nel 2019: le ricerche legate al “fai-da-te”. E se può sembrare ricorrente trovare in cima alla lista addobbi natalizi, costumi di carnevale o segnaposto pasquali (ammettiamolo, piace a tutti cimentarsi nel fai-da-te durante le feste… ), ci siamo fatti sorprendere dal fatto che a fare tendenza sia un pollaio o un condizionatore fatto in casa… Un nuovo modo di vivere la casa? Magari ci piace anche solo pensarlo :-)

Parole emergenti 

  1. Nadia Toffa
  2. Notre Dame
  3. Sanremo
  4. Elezioni europee
  5. Luke Perry
  6. Governo
  7. Joker
  8. Mia Martini
  9. Mahmood
  10. Thanos

Personaggi emergenti

  1. Nadia Toffa
  2. Luke Perry
  3. Mia Martini
  4. Mahmood
  5. Mauro Icardi
  6. Cameron Boyce
  7. Matthijs De Ligt
  8. Achille Lauro
  9. Emma Marrone
  10. Patty Pravo

Come fare…?

  1. Domanda navigator
  2. Cubo di Rubik
  3. Valigia
  4. Nodo alla cravatta
  5. Passaporto
  6. Boccoli
  7. Testo argomentativo
  8. Fattura elettronica
  9. Aereo di carta
  10. Chignon

È solo un assaggio di Un Anno di Ricerche su Google. Su Google.com/2019 potrete dare uno sguardo ai personaggi, le mete di vacanza, le ricette, i biglietti, i “come fare…”, i “cosa significa…” che hanno reso memorabile il 2019 degli italiani su Google. E, perché no, potrete anche dare uno sguardo alle tendenze di ricerca globali. Buona ricerca!

Check Point Research scopre che alcune applicazioni di alto profilo presentano delle vulnerabilità sul Play Store di Google, in particolare:

  • È impossibile eseguire gli update e installare correttamente le patch
  • Gli hacker riescono ad acquisire i dati di localizzazione da Instagram, modificare i post su Facebook e leggere i messaggi su WeChat
  • I ricercatori affermano che la mancanza di azione di Google è un problema

È impossibili eseguire gli update

Comunemente si pensa aggiornando costantemente un’applicazione alla versione più recente, sarà possibile rendersi immuni agli attacchi degli hacker. Non è vero. I ricercatori di Check Point hanno dimostrato che le patch di alcune importanti applicazioni di alto profilo – Facebook, Instagram, WeChat – non erano presenti nel Play Store di Google. In uno studio della durata di un mese, i ricercatori di Check Point hanno analizzato le ultime versioni di alcune delle più famose applicazioni mobili per verificare l’esistenza di vulnerabilità precedentemente note. I risultati sono allarmanti.

Controllo amministrativo di Facebook, Instagram e WeChat da parte degli hacker

La ricerca dimostra che gli attori della minaccia possono ancora eseguire codice sulle ultime versioni delle applicazioni mobili presenti su Play Store, nonostante gli aggiornamenti. In breve, questi sono in grado di ottenere il controllo amministrativo delle applicazioni mobili studiate da Check Point Research. Teoricamente, gli attori della minaccia possono impossessarsi e modificare i post su Facebook, estrarre i dati di localizzazione da Instagram e leggere i messaggi SMS in WeChat.

Il processo di ricerca

In particolare, Check Point Research ha riesaminato le ultime versioni di queste app mobile di alto profilo in cerca di tre vulnerabilità note per l’esecuzione del controllo da remoto (RCE) risalenti al 2014, 2015 e 2016. Ad ogni vulnerabilità sono state assegnate due firme. Poi, Check Point Research ha utilizzato il proprio motore statico per esaminare centinaia di applicazioni mobili nel Play Store di Google per vedere se il vecchio codice vulnerabile era ancora presente nell’ultima versione dell’applicazione. Check Point Research ha trovato alcuni codici vulnerabili nelle ultime versioni di applicazioni mobili popolari, nonostante fosse stato affermato il contrario.

La staticità di Google è un problema

Questa ricerca fa sorgere un’altra domanda: perché Google non controlla gli aggiornamenti degli sviluppatori delle applicazioni? Oggi, Google offre semplicemente agli sviluppatori la possibilità di aggiornare le applicazioni. Per noi, questo è estremamente pericoloso e fuorviante per il grande pubblico. Riteniamo che Google dovrebbe obbligare gli sviluppatori di applicazioni mobili ad aggiornare le loro applicazioni, codice di terze parti incluso. In fondo, Google è parzialmente responsabile del monitoraggio dei malware e dei codici vulnerabile.

Divulgazione responsabile

Check Point Research ha informato sia le aziende delle applicazioni che Google delle vulnerabilità riscontrate.

Instagram ha notificato di aver confusamente creato due diverse patch per una delle vulnerabilità. È importante notare che la nostra ricerca si è concentrata sullo stato della sicurezza delle applicazioni presenti nel Play Store di Google e non su specifiche vulnerabilità di specifiche applicazioni.

Cosa dovrebbero fare gli utenti

Per ora, Check Point invita le persone a installare un’applicazione antivirus per monitorare le applicazioni vulnerabili presenti sul telefono. La speranza è che la nostra ricerca modifichi il processo e le procedure di rilevamento di Google.

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Bisogno di aiuto? Arriva Pixel 4, anche in Italia

Con una fotocamera in grado di catturare dettagli che altre non riescono a cogliere, un display adattivo da 90 Hz incredibilmente vivido e fluido, un nuovo tipo di sensore di movimento e – in arrivo in Italia nel 2020 – un’esperienza rinnovata con l’Assistente Google, Pixel 4 racchiude tantissime nuove tecnologie in un design rinnovato e accattivante. E, cosa più importante, include l’ultima versione di Android e tutte le caratteristiche distintive del software di Google, che continua a migliorare ad ogni aggiornamento.

Foto incredibili con Pixel 4 

Pixel 4 presenta l’aggiornamento più rilevante di sempre della fotocamera di Pixel, che include miglioramenti all’HDR+, nuove funzionalità per la modalità Foto notturna e il nostro primo sistema a doppia fotocamera. Con il secondo obiettivo e con lo zoom ad alta definizione, offre una qualità d’immagine eccezionale, anche a distanza.

La modalità Foto notturna vi aiuta già a scattare bellissime foto in situazioni di oscurità. Quest’anno, però, puntiamo alle stelle. Potrete usare la modalità Foto notturna per scattare foto del cielo stellato e persino della Via Lattea, se la notte è limpida. Anche Pixel 3 e 3a otterranno una versione light di questa funzionalità con l’ultimo aggiornamento dell’app della fotocamera.

Con Pixel è stato possibile scattare foto High Dynamic Range (HDR) con l’introduzione dell’HDR+ sempre attivo nel modello precedente. Pixel 4 offre ora la flessibilità necessaria per regolare con precisione la luminosità e la quantità di HDR su richiesta, aiutandoti a bilanciare scatti difficili come i ritratti di famiglia al tramonto. Oggi introduciamo anche HDR+ in tempo reale nell’inquadratura per mostrarvi esattamente come sarà la vostra foto, anche quando usate i nuovi comandi in condizioni di illuminazione difficili.

Un telefono che percepisce cosa fare per voi

Pixel 4 dispone di Motion Sense, che utilizza un sensore radar in miniatura per aiutare il telefono a capire cosa sta succedendo intorno ad esso. Ad esempio, può sbloccare il dispositivo quando vi avvicinate al telefono e può spegnere lo schermo quando non siete nelle vicinanze. Motion Sense attiva anche i Gesti rapidi, che vi aiutano a gestire il telefono senza necessariamente toccarlo. Potete controllare la musica con un semplice gesto di scorrimento, indipendentemente dal fatto che stiate cucinando o correndo sul tapis roulant, mentre il display è spento o anche quando siete su un’altra applicazione. Basta muovere la mano sul telefono per posticipare la sveglia o silenziare la suoneria.

Sono solo alcune delle prime cose che Pixel riesce a fare grazie alla funzionalità Motion Sense. Stiamo lavorando anche ad altre funzioni, che saranno distribuite con i futuri aggiornamenti del software.

Un nuovo Assistente Google, in arrivo in Italia nel 2020

Grazie a una più profonda integrazione in Pixel 4, l’Assistente Google vi permetterà presto di svolgere più attività ancora più velocemente. Il potente hardware di Pixel 4 e i grandi passi avanti nell’elaborazione della voce fanno sì che sul vostro telefono possano accadere più cose in maniera istantanea senza dover inviare la richiesta al cloud. 

Con una semplice domanda sarete in grado di aprire rapidamente le applicazioni, fare ricerche sul telefono, condividere quanto c’è sullo schermo e molto altro ancora. L’Assistente prenderà in considerazione anche il contesto delle vostre query per rispondervi in maniera più pertinente. Potrete, così, chiedere all’Assistente Google “mostra le mie foto di New York” e proseguire con “quelle di Central Park”, per poi condividerle dicendo semplicemente “mandale alla mamma”.

Nuove applicazioni integrate

La nuova applicazione Registratore di Pixel porta la potenza della ricerca e dell’Intelligenza Artificiale alla registrazione audio. Per ora disponibile solo in lingua inglese, rende possibile registrare riunioni, lezioni e tutto ciò che si desidera salvare e riascoltare in seguito, per poi rendere possibile la trascrizione. Tutte le funzionalità di Registratore si trovano sul dispositivo, in modo che l’audio non lasci mai il telefono. Partiamo con la lingua inglese per la trascrizione e la ricerca, ma presto renderemo disponibili anche altre lingue.

Progettato per offrirti prestazioni e sicurezza

Con 6 GB di RAM e Pixel Neural Core, Pixel 4 è veloce e potente. Pixel Neural Core è l’elemento chiave per l’elaborazione su dispositivo, le funzionalità always-on e il machine learning, il che significa che sul dispositivo vengono svolte più attività in termini di prestazioni e privacy. Pixel 4 include anche il chip di sicurezza personalizzato Titan M di Google per proteggere i vostri dati più sensibili e garantire l’integrità del sistema operativo. Insieme all’ultima versione di Android 10, tre anni di aggiornamenti software e di sicurezza e l’accesso ai servizi di sicurezza avanzati di Google, Pixel 4 è stato progettato per mantenere i vostri dati al sicuro.

Prezzi e disponibilità

Pixel 4 e Pixel 4 XL saranno disponibili anche in Italia a partire dal 24 ottobre, nei colori bianco, nero e – in edizione limitata per Pixel 4 – nella nuova colorazione arancione. Potrete prenotarli a partire da oggi e acquistarli dal 21 ottobre su Google Store a partire da Euro 759 per Pixel 4 e da Euro 899 per Pixel 4 XL.

HMD Global, la casa dei telefoni Nokia, annuncia una partnership con Google Cloud e l’azienda di consulenza CGI per la migrazione e l’archiviazione di dati relativi alle prestazioni e alle attivazioni dei telefoni presso la Google Cloud Region di Hamina in Finlandia. L’iniziativa ha lo scopo di offrire livelli ancora più elevati di esperienza d’uso e di assistenza ai fan dei telefoni Nokia, migliorando la velocità e la precisione degli aggiornamenti dei device.

Sfruttando le avanzate tecnologie di machine learning e analisi dei dati di Google Cloud, nonché l’expertise di CGI in ambito cloud e data science, HMD Global è in grado di ottimizzare l’analisi delle informazioni, offrendo un notevole beneficio in termini di esperienza ai fan di tutto il mondo. I primi smartphone Nokia ad avere i dati archiviati nel nuovo centro saranno quelli arrivati a partire da Nokia 4.2, Nokia 3.2 e Nokia 2.2, mentre la migrazione di quelli dei precedenti modelli comincerà dopo l’aggiornamento ad Android Q a partire da fine anno e sarà completata nel 2020.

I fan di tutto il mondo apprezzano che ogni smartphone Nokia sia basato su Android puro e riceva aggiornamenti di sicurezza ogni mese, oltre agli update di sistema per 2 anni”, afferma Juho Sarvikas, Chief Product Officer di HMD Global. “Ci impegniamo affinché ogni smartphone Nokia resti nuovo più a lungo e tutti possano beneficiare delle ultime innovazioni di Google, per questo rilasciamo i nuovi aggiornamenti del sistema operativo Android più velocemente di ogni altro produttore. Questo è il motivo per cui i consumatori possono fare affidamento sui loro smartphone Nokia”.

Oggi compiamo un altro passo significativo per ripagare ulteriormente questa fiducia”, continua Sarvikas.  “Nel rispetto del nostro DNA finlandese, abbiamo infatti deciso di collaborare con Google Cloud Platform per far fronte alle nostre crescenti esigenze di storage dei dati, incrementando gli investimenti nel nostro paese d’origine”.

Nuovi livelli di sicurezza, controllo e customer experience basata su analisi sul tuo telefono Nokia

Questa mossa rafforza ulteriormente l’impegno di HMD Global volto ad aderire a tutte le misure e normative di sicurezza europee, inclusi i regolamenti sulla privacy dei dati emanati dall’UE, come il Regolamento Generale sulla Protezione dei dati (GDPR).

La scelta di Google Cloud e CGI come partner strategici per questo progetto è stata naturale in virtù dei nostri rapporti preesistenti che ci assicurano la possibilità di implementare la tecnologia di sicurezza e analisi dei dati a un livello globale”, aggiunge Sarvikas.Vogliamo garantire la massima trasparenza sulla modalità di raccolta e archiviazione dei dati di attivazione dei device e far sì che gli utenti comprendano come tutto ciò migliorerà la loro esperienza. Questo cambiamento mira a rafforzare ulteriormente la nostra promessa di un Android puro, sicuro e aggiornato, con un focus su sicurezza e privacy attraverso i nostri server in Finlandia”.

Poiché il 100% di energia elettrica utilizzata da Google a livello globale è ricavata da energia rinnovabile, la Google Cloud Platform non solo soddisfa le esigenze di software e dati di HMD Global, ma garantisce anche la piena sostenibilità della soluzione, aumentando il nostro investimento negli anni a venire”, commenta Eva Fors, Managing Director, Google Cloud Northern Europe.

CGI ha creato l’infrastruttura tra i dati di back-end e gli smartphone con un’architettura costruita efficientemente e una struttura di costi ottimizzata. HMD Global ne sfrutta inoltre le competenze nell’analisi avanzata per l’esecuzione e il monitoraggio della soluzione al fine di ottimizzarne il potenziale.

Implementando le più recenti tecnologie di analisi e acquisizione dei dati combinate con l’expertise degli ingegneri e data scientist di CGI, HMD Global non solo è in grado di potenziare la sicurezza dei dati, ma anche di mettere a frutto l’esperienza degli utenti. L’analisi di utilizzo dei telefoni e soddisfazione degli utenti, offre importanti informazioni per lo sviluppo di nuovi smartphone capaci di assicurare servizi ed esperienze ancora migliori ai fan Nokia di tutto il mondo”, Martti Reilander, Vice-President, Advanced Analytics Solutions di CGI Finlandia.

 

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Di seguito il commento di Alexander Vukcevic, Direttore di Avira Protection Lab, in merito alla vicenda Huawei – Google.

 “Nel momento in cui gli utenti non avranno più la possibilità di accedere allo store di Google Play, inevitabilmente proveranno a scaricare le applicazioni più utilizzate da altre fonti e questo offrirà agli hacker nuove possibilità di attacco. Per questo motivo ci aspettiamo un incremento di app malevole che determineranno una seria minaccia per la sicurezza degli utenti Huawei. Per cui è  importante mantenere il telefono aggiornato con il sistema operativo più recente perché spesso gli aggiornamenti vengono rilasciati proprio per colmare eventuali bug o vulnerabilità sfruttate dagli hacker per attaccare il dispositivo. Più che offrire agli utenti le ultime novità in fatto di grafica ed emoticon, il vero valore di questi aggiornamenti è nel loro potenziale di protezione del dispositivo”.

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Di seguito lo statement ufficiale di Huawei relativo alla possibile sospensione della licenza Android da parte di Google.

“Huawei has made substantial contributions to the development and growth of Android around the world. As one of Android’s key global partners, we have worked closely with their open-source platform to develop an ecosystem that has benefitted both users and the industry. Huawei will continue to provide security updates and after sales services to all existing Huawei and Honor smartphone and tablet products covering those have been sold or still in stock globally. We will continue to build a safe and sustainable software ecosystem, in order to provide the best experience for all users globally.”

Huawei ha dato un contributo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di Android in tutto il mondo. Come uno dei principali partner globali di Android, abbiamo lavorato a stretto contatto con la loro piattaforma open source per sviluppare un ecosistema che ha avvantaggiato sia gli utenti che l’industria. Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti che coprono quelli già venduti o ancora disponibili a livello globale. Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza a tutti gli utenti a livello globale.

HMD Global, la casa dei telefoni Nokia, annuncia che Android Q Beta è da oggi disponibile attraverso il Nokia phones developer preview program per l’impareggiabile Nokia 8.1, permettendo così agli sviluppatori di testare e ottimizzare il loro software per il prossimo sistema operativo Android Q. Prendendo parte all’Android developer preview program, i telefoni Nokia continuano a rendere disponibili le più recenti innovazioni Google agli sviluppatori e mantengono la promessa di telefoni che migliorano nel tempo.

Il programma Nokia phones developer preview è partito con l’anteprima di Android 9 Pie su Nokia 7 Plus (qui la nostra prova) e oggi, nel suo secondo anno, è pensato per aiutare gli sviluppatori a progettare, testare e perfezionare le loro app Android in preparazione della certificazione Play Store prima del roll out della nuova versione.

Juho Sarvikas, Chief Product Officer, HMD Global, ha dichiarato: “L’anteprima Android Pie ha riscosso un grande successo e ha permesso ai developer di sviluppare e ottimizzare le loro app per quella versione del sistema operativo. Con Android Q vogliamo percorrere lo stesso cammino, assicurandoci che gli sviluppatori vi possano accedere subito”.

I contributi da parte della nostra comunità Beta labs hanno garantito che i telefoni Nokia fossero tra i primi ad aggiornarsi ad Android 9 Pie. Con l’Android developer preview program per Nokia 8.1, vogliamo continuare a mantenere la promessa di telefoni che migliorano nel tempo offrendo la migliore e più aggiornata esperienza software. La nostra priorità è quella di garantire ai nostri fan una transizione senza intoppi al software Android più recente su un telefono che evolve nel tempo”.

Android Q offrirà agli utenti un maggior controllo sui loro dati per esempio quando le app accedono alla loro location. Il più recente sistema operativo Android offrirà più funzionalità di privacy tra cui le restrizioni per attività in background e un aggiornamento per proteggere gli identificatori sensibili del device.

I consumatori possono aspettarsi una più fluida navigazione gesture-based che trae vantaggio dagli odierni schermi edge to edge e di un nuovo tema ‘dark’ che, oltre a far riposare la vista, riduce il consumo di batteria.

Come per Android 9 Pie, i membri non solo avranno accesso al software Android Q Beta, ma potranno condividere idee e collaborare con il forum. Il developer team interno di HMD Global continuerà a offrire un supporto in 16 lingue che verrà integrato nel software stesso e, una volta segnalati, i problemi possono essere rivisti e corretti nel minor tempo possibile.

Il programma fornirà un feedback utile a Google per raffinare l’ultima build di Android Q.

Se hai un Nokia 8.1, visita https://www.nokia.com/phones/en_int/developer/ per iscriverti.

In occasione del #SaferInternetDay 2019, Google presenta i risultati di un sondaggio commissionato a YouGov sul tema della sicurezza online, insieme ad utili consigli per stare sicuri online e all’iniziativa Vivi Internet al meglio ideata per fornire a giovani, famiglie e docenti gli strumenti idonei per utilizzare il web in modo sicuro e consapevole.

Rischi e pericoli online

Chi non è andato sul web per cercare informazioni, approfondire conoscenze o connettersi con persone nuove? Tuttavia, come nella vita di tutti i giorni, anche online bisogna prestare attenzione a possibili rischi. Quando si tratta di pericoli online il 54% degli italiani intervistati ha dichiarato di aver ricevuto email di phishing, il 15% ha affermato di aver avuto il pc infettato da virus o da altri malware (con informazioni personali rubate e manipolate), il 13% ha dichiarato di aver subìto accessi non autorizzati ai propri profili social o ai propri account di posta elettronica, l’8% è stata vittima di scam.

Password e impostazioni di sicurezza

La consapevolezza dell’importanza di impostare misure di protezione adeguate a tutela dei propri dati personali sta crescendo, tra gli utenti tuttavia vi sono ancora ampi margini di miglioramento: se infatti la metà degli intervistati dispone di password differenti per ognuno dei servizi online che utilizza,  più  del 38% degli intervistati continua ad utilizzare la stessa password per alcuni o addirittura per tutti i servizi online utilizzati.

Quando si tratta di aggiornare le credenziali di accesso, circa un terzo degli intervistati (32%) cambia la propria password ogni 6/12 mesi, il 27% ogni 2/5 mesi, solo il 21% le cambia con frequenza mensile, e il 14% addirittura mai.

Situazione in chiaroscuro anche quando si tratta di impostare un secondo livello di protezione per accedere ai propri servizi online: un intervistato su quattro non ha mai utilizzato la verifica in due passaggi, mentre il 43% l’ha impostata solo su alcuni account. Le cose non vanno meglio per quanto riguarda la mail di recupero, visto che più della metà degli intervistati non l’ha impostata o l’ha impostata solo per alcuni servizi.

Aggiornamento del Software

Alla domanda: quante volte aggiornate il vostro browser, se il 32% degli intervistati afferma di farlo una o più volte in un mese, mentre il 19% una volta o meno di una volta ogni sei mesi. Il 19% dichiara invece di non farlo mai.

Le informazioni che le persone sono più interessate a proteggere online

Se il 51% teme principalmente che le informazioni di natura finanziaria (a partire dai dati bancari) possano cadere nelle mani sbagliate, il 14% nutre apprensione per le proprie informazioni di carattere personale (indirizzo di casa), il 13% invece per le informazioni legate a momenti personali (foto). Seguono email ai colleghi (5%) e siti visitati (5%). Il 12% dichiara infine di non sapere nulla al riguardo.

Vivi Internet, al meglio, un percorso formativo per ragazzi, adulti e docenti

Anche per far fronte a queste problematiche, Google – insieme a Altroconsumo e Telefono Azzurro –  ha lanciato “Vivi Internet, al meglio”, disponibile visitando g.co/vivinternetalmeglio, un progetto che si propone di promuovere i principi base dell’educazione digitale attraverso un percorso formativo che si rivolge ai ragazzi, alle famiglie e agli educatori.

Attraverso consigli strutturati e video pillole formative gratuite, Vivi Internet, al meglio affronta cinque tematiche di assoluta rilevanza: dalla reputazione online, al phishing e truffe, dalla privacy e sicurezza, al bullismo online e alla segnalazione di contenuti inappropriati, con l’obiettivo di aiutare le persone ad utilizzare il web in maniera sicura e consapevole.

Claudio Monteverde, Corporate Communication & Public Affairs Manager, Google: “In Google, integriamo soluzioni di protezione in tutto ciò che sviluppiamo, in questo modo le persone possono essere certe che le loro informazioni personali siano al sicuro. Tuttavia, ci sono ancora alcuni suggerimenti che tutti possiamo seguire per aumentare il livello di sicurezza dei propri dati non solo su Google ma in generale sul web e in occasione della giornata di Safer Internet siamo felici di condividere alcuni dei più significativi.

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L’accesso mobile ad applicazioni e dati mission-critical consente alle aziende di ottimizzare i processi e migliorare l’efficienza dei dipendenti. E poiché gli smartphone sono diventati strumenti di business indispensabili, le imprese tendono a gestirli come flotta per garantire un elevato livello di sicurezza IT. Non sorprende, pertanto, che le soluzioni di Enterprise Mobility Management (EMM) continuino a rivestire un ruolo sempre più importante.

A partire da Android 5.0, Google ha introdotto un nuovo framework denominato Android for Work – trasformato successivamente in Android Enterprise – per la gestione integrata. Android Enterprise offre un set di API di gestione per un ampio ventaglio di casi d’uso, assicurando un approccio basato su piattaforma, nonché un sistema moderno e sicuro per la distribuzione delle applicazioni tramite Google Play. Ora che Android Enterprise è in grado di gestire la maggior parte dei casi di utilizzo aziendali, Google sta abbandonando progressivamente l’API Device Admin, a cui molte organizzazioni si sono affidate per gestire i dispositivi Android meno recenti. In Android 9, le API per l’attivazione della password, la disattivazione di fotocamera e le funzionalità di sblocco saranno contrassegnate come deprecate e cioè, in fase di abbandono. Con la prossima versione di Android nel 2019 infatti, queste e tutte le altre API Device Admin legacy non saranno più disponibili.

Android Enterprise rappresenta, quindi, la nuova modalità di gestione dei dispositivi Android e di salvaguardia della sicurezza IT, a prova di futuro.

Il rinnovo della flotta semplifica la migrazione ad Android Enterprise

Secondo il recente sondaggio 2018 Business Smartphone Purchase Survey commissionato da HMD Global, il 63% dei device nelle flotte di smartphone aziendali in Europa ha almeno due anni quindi, il rinnovo della flotta, consentirebbe loro di sfruttare appieno le nuove funzionalità del sistema operativo Android. È possibile scegliere qualsiasi smartphone Nokia all’interno della gamma Android Enterprise Recommended e usufruire anche della registrazione zero-touch, che consente all’IT di configurare con maggiore facilità gli smartphone, potenzialmente aumentando il numero di dipendenti dotati di device aziendale. Optando per una flotta di smartphone Nokia Android One Android Enterprise Recommended, i dispositivi aziendali godono di patch mensili per tre anni dalla data di lancio sul mercato, oltre agli aggiornamenti del sistema operativo che HMD Global offre ai propri clienti per due anni.

L’imminente abbandono delle API Device Admin Android tradizionali rappresenta un buon motivo per cominciare a rinnovare la flotta di smartphone e migrare all’ultima generazione di smartphone Android”, dichiara Andrej Sonkin, General Manager Enterprise Business di HMD Global. “Prendiamo molto seriamente la questione della sicurezza perché consente ai clienti di tenere traccia delle date di rilascio di nuove patch e del loro contenuto, nonché di avere la certezza che gli smartphone Nokia sono conformi ai requisiti del programma Android Enterprise Recommended”.

È possibile trovare qui il Nokia Smartphone Security Maintenance Release Summary relativo a tutti i dispositivi della gamma di smartphone Nokia.

Un’ampia gamma di smartphone Nokia Android Enterprise Recommended

HMD Global offre la flotta di smartphone Android Enterprise Recommended più completa del mercato. Essa spazia dagli smartphone di fascia alta Nokia 8 Sirocco e Nokia 8.1, ai modelli di punta tra i medi di gamma come il Nokia 7.1 (qui la nostra prova), passando per lo smartphone medio di gamma Nokia 5.1 Plus, fino ad arrivare al più economico Nokia 3.1 Plus 3G/32GB.

Dispositivo Prezzo
Nokia 3.1 plus €209,00
Nokia 5.1 plus €259,00
Nokia 7.1 €349,00
Nokia 8.1 €459,00
Nokia 8 Sirocco €799,00