SmartWatch

Presentato all’IFA di Berlino (qui la notizia) e dopo averlo utilizzato per un paio di settimane, è giunto il momento di vedere come si è comportato durante la nostra prova il GARMIN Venu, versione più ricercata del GARMIN Vivoactive 4 (qui il nostro test), dotato di display AMOLED, al posto della tecnologia MIP transflettiva.

Confezione

La confezione è di forma quadrata e abbastanza contenuta, con immagini e caratteristiche dello smartwatch. Una volta aperta troviamo il Vivoactive Venu ben riparato e una volta rimosso troviamo il cavo Usb-attacco proprietario e la manualistica.

Costruzione

Il Garmin Venu è di forma circolare con cassa da 43.2 mm e 12.4 mm di spessore e grazie al peso di 46.3 grammi, risulta subito comodo; il cinturino è in silicone di color grigio, dotato di pratico sistema di sgancio e ha dimensioni standard ed è di buona fattura.

La cassa è in polimeri fibrorinforzati con ghiera in acciaio inossidabile, molto elegante; sulla destra troviamo i due pulsante fisici.

L’impermeabilità è garantita fino a 5 ATM.

Nella parte posteriore, troviamo il connettore per la ricarica e il sensore per il battito cardiaco.

Hardware

Il Garmin Venu monta 512 MB di memoria RAM e 4 GB di memoria interna.

Alla voce connettività troviamo Bluetooth 4.2 con LE, ANT+ e WiFi è inoltre possibile collegare fasce cardio e sensori; la vibrazione è abbastanza forte, difficile perdersi qualche notifica alle quali si potrà rispondere tramite risposte predefinite solo con Android, tale possibilità non è ancora disponibile per iOS.

Tramite NFC è possibile effettuare pagamenti direttamente dall’orologio con il Garmin Pay.

Come sensori sono presenti, Accelerometro, Giroscopio, Sensore Battito Cardiaco, Accelerometro, Altimetro, Sensore di luce ambientale.

Display

Il display è da 1.2 pollici e a differenza del Vivoactive 4 sul quale è Transriflettivo always-on con una risoluzione di 260 x 260 pixel, sul Venu è un Amoled da 1,2 pollici con una risoluzione di 390 x 390 pixel, sempre circolare circolare e senza bande nere; il sensore di luminosità è nascosto sotto il display.

La luminosità è ottima e anche alla luce diretta del sole, il display è leggibile così come in interno.

La differenza tra le due tipologie è lampante, ma troviamo che la comodità di avere un display sempre visibile, sulla falsa riga di come si è abituati con gli orologi normali, è un vantaggio non da poco per il display Transriflettivo del Vivoactive 4, che permette una consultazione dell’orologio senza muove il polso; dal canto suo però, il display Amoled del Venu, ha colori monto più accesi e piacevoli.

Utilizzo

Come il Vivoactive, anche il Venu è orientato verso il segmento smartwatch, senza però perdere disdegnare la parte fitness.

L’associazione avviene scaricando l’app di gestione, Garmin Connect, dal Google Play o dall’Apple store; per l’associazione, è stato usato il Realme X2 Pro (qui la recensione) e il Motorola One Macro.

L’associazione è molto facile e immediata, tramite l’app abbiamo accoppiato i due dispositivi e cominciato la configurazione dello SmartWatch.

Molto comodi i due pulsanti laterali, tramite i è possibile scorrere tra le varie voci del menu.

Le gestione del fitness è davvero ben fatta, il GPS è preciso, così come il sensore del battito cardiaco che include PulseOx, per determinare il livello d’ossigeno nel sangue, e il conteggio dei passi.

Gli esercizi presenti sono davvero molti, corsa, camminata, ciclismo, sci, sci di fondo, canottaggio, golf, per citarne alcuni; durante l’allenamento verrà effettuata una stima del sudore prodotto in modo da poterci idratare al meglio.

Una funzionalità molto utile è la possibilità del Venu di rilevare cadute o incidenti; qualora l’orologio rileverà che siamo in pericolo, emetterà un messaggio d’avviso, dando la possibilità di cancellare l’allerta, in caso contrario verrà effettuata una chiamata tramite lo smartphone per avvisare che abbiamo bisogno di aiuto.

Segnaliamo anche la funzionalità per tenere traccia del ciclo mestruale con avvisi e notifiche.

Autonomia

Garmin dichiara un autonomia di 5 giorni (8 il Vivoactive 4) consecutivi in modalità smartwatch e 6 ore (come il Vivoactive) in modalità GPS e musica. Durante i nostri test, ovviamente, abbiamo utilizzato un misto delle due modalità, arrivando a coprire senza alcun tipo di problema i 3 giorni di utilizzo.

Durante le 16/17h giornaliere di utilizzo, abbiamo ricevuto parecchie notifiche, per molte di queste, abbiamo utilizzato lo smartwatch per visualizzarle.

Utilizzando molto le attività sportive, l’autonomia calerà drasticamente.

Conclusioni

Il Garmin Venu, tutto sommato è un buon prodotto è offerto ad un prezzo allineato ai concorrenti. Il modello da noi provato è disponibile ad un prezzo di 299.99 euro su Amazon, in linea con quanto offerto.

Materiali ed esperienza d’uso al top e qualità/prezzo ai vertici, fanno di questo Smartwatch, tra i migliori in commercio.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Display: 1.2 pollici – AMOLED – Risoluzione 390 x 390
Diamensioni cassa: 432 x 43,2 x 12,4 mm
Memoria RAM: 512 MB
Memoria interna: 3.6 GB
Dimensioni: 45.1 x 45.1 x 12.8 mm
Peso: 46.3 g
Connettività: Bluetooth smart v4.2 LE, ANT+, Wi-Fi
GPS: Sì, GLONASS, Galileo
Microfono:
Sensori: Accelerometro, Barometro, Bussola, Termometro
NFC:
Certificazione: Resistente fino a 5 Atmosfere
Sistema operativo: Proprietario

Voti

Costruzione / Ergonomia
8/10
Hardware
8/10
Materiali
8/10
Display
9/10
Software
8/10
Autonomia
8/10
Prezzo
8/10
Rapporto qualità / prezzo
8/10

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Dopo un paio di settimane di utilizzo (qui l’unboxing), è giunto il momento di vedere come si è comportato lo Smartwatch PUMA durante la nostra prova.

Confezione

La confezione è di forma quadrata e abbastanza contenuta, con la parte superiore in plastica trasparente dando, quindi la possibilità di vedere lo Smartwatch che è posizionato al centro e sostenuto da un supporto in cartone. Nello scompartimento di sinistra del supporto in cartone, troviamo il cavo Usb-MicroUSB e la basetta di ricarica. Rimosso il supporto troviamo la manualistica.

Sia la plastica trasparente che il materiale con cui è fatto il supporto, dall’impressione di economicità, che stona un po’ con il prezzo a cui è proposto lo Smartwatch PUMA.

Costruzione

Lo Smartwatch PUMA è di forma circolare da 44 mm e 11 mm di spessore, grazie al peso di 27 grammi, risulta subito comodo; il cinturino è in silicone color Giallo Frizzantino ed è dotato di un pratico sistema di sgancio e ha dimensioni standard ed è di buona fattura.

La cassa è in alluminio con il retro in plastica, molto elegante; sulla destra troviamo il pulsante girevole.

L’impermeabilità è garantita fino a 5 ATM.

Nella parte posteriore, troviamo il connettore per la ricarica e il sensore per il battito cardiaco.

Hardware

Lo Smartwatch PUMA monta un processore Qualcomm Snapdragon Wear 3100, 512 MB di memoria RAM e 4 GB di memoria interna. Come connettività troviamo il Bluetooth 4.2 con LE, EDR; presente NFC per pagamenti Google Pay.

Come sensori sono presenti, Accelerometro, Giroscopio, Sensore Battito Cardiaco, Accelerometro, Altimetro, Sensore di luce ambientale.

Display

Il display è da 1.39 pollici AMOLED, circolare e senza odiose bande nere come alcuni dei suoi concorrenti. Il sensore di luminosità è nascosto sotto il display.

La luminosità è davvero ottima e anche alla luce diretta del sole, il display è leggibile così come in interno.

Purtroppo manca la modalità always-on, ok che girando il polso l’attivazione del display è immediata, ma avendo un AmazFit Stratos come smartwatch personale (qui la prova), la mancanza si sente; è possibile mantenere lo schermo attivo per 5 minuti, ma l’autonomia ne risente.

Utilizzo

L’associazione avviene scaricando l’app di gestione,  Wear OS (ex Android Wear), dal Google Play; per l’associazione, è stato usato uno Mate 20 Pro (qui la recensione).
L’associazione è molto facile e immediata, tramite l’app abbiamo accoppiato i due dispositivi e cominciato la configurazione dello SmartWatch.

Durante la prima configurazione verrà chiesto di configurare Google Pay.

Da segnalare la piccola ma utile tastiera, grazie alla quale è possibile rispondere alla notifiche ricevute.

La vibrazione è abbastanza forte, difficile perdersi qualche notifica.

Molto preciso il conteggio dei passi.

Molto comodo il pulsante laterale, con il quale, oltre ad andare nei minuti, è possibile scorrere tra le varie voci o leggere una notifiche, semplicemente ruotandolo, davvero molto comodo.

Le gestione del fitness è davvero ben fatta, il GPS è preciso, così come il sensore del battito cardiaco.

Autonomia

Puma dichiara un autonomia di 24h e nei nostri test non siamo andati molto lontano da questa stima; con la nostra giornata di utilizzo, 7.00 – 0.00, quindi non indossandolo la notte, con tutti i sensori attivi e contapassi, ci siamo attestati su un giorno e mezzo di utilizzo spegnendo lo smartwatch la notte.

Durante le 16/17h giornaliere di utilizzo, abbiamo ricevuto parecchie notifiche, per alcune di queste, abbiamo utilizzato lo smartwatch per visualizzarle.

Utilizzando molto le attività sportive, l’autonomia calerà drasticamente

Conclusioni

Lo Smartwatch Puma, tutto sommato è un buon prodotto è offerto ad un prezzo allineato ai concorrenti. Il modello da noi provato è disponibile ad un prezzo di 279 euro su Amazon, in linea con quanto offerto.

Materiali ed esperienza d’uso al top e qualità/prezzo ai vertici, fanno di questo Smartwatch, tra i migliori in commercio.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Display: 1.19 pollici, AMOLED, 328 ppi
Processore: Qualcomm Snapdragon Wear 3100
Memoria RAM: 512 MB
Memoria interna: 4 GB
Peso: 27 g
Connettività: Bluetooth v4.2, LE, EDR
GPS: Sì
NFC: Sì per pagamenti NFC tramite Google Pay
Microfono:
Sensori: Accelerometro, Giroscopio, Sensore Battito Cardiaco, Accelerometro, Altimetro
NFC:
Certificazione: Resistente fino a 3 Atmosfere
Sistema operativo: Wear OS

Voti

Costruzione / Ergonomia
8/10
Hardware
8/10
Materiali
8/10
Display
8/10
Software
8/10
Autonomia
9/10
Prezzo
10/10
Rapporto qualità / prezzo
9/10

Dopo un paio di settimane di utilizzo (qui l’unboxing), è giunto il momento di vedere come si è comportato il Huawei Watch GT 2 durante la nostra prova.

Confezione

La confezione è abbastanza grande con il Watch GT 2 sulla sinistra e uno scatolino con gli accessori sulla destra. Come accessori troviamo il cavo USB-Tipo C e la basetta di ricarica, nonché la manualistica.

Costruzione

Il Watch GT 2 è di forma circolare è ha le dimensioni di 45,9 x 45,9 x 10,7 mm, più o meno giuste anche per un polso non grande, come il mio. Grazie al peso di 41 grammi, risulta subito comodo; il cinturino è in fluoroelastomero ed è dotato di un pratico sistema di sgancio e ha dimensioni standard ed è di buona fattura.

La cassa in acciaio inossidabile Black con il retro in plastica, molto elegante; presente la ghiera fissa; sulla destra troviamo i due pulsanti fisici.

Nella parte posteriore, troviamo il connettore per la ricarica e il sensore per il battito cardiaco.

Hardware

Il Watch GT 2  monta un processore Huawei-made Kirin A1, 32 MB di memoria RAM e 4 GB di memoria interna. Come connettività troviamo il Bluetooth 5.1 con LE, EDR, NFC presente solo sulla versione cinese. La batteria è al litio da 420mAh.

Come sensori sono presenti, GPS, il già citato Sensore Battito Cardiaco, Bussola, Giroscopio, Barometro, Sensore capacitivo, Sensore di luce ambientale.

Display

Il display è da 1.39 pollici AMOLED con una risoluzione di 454 x 454 pixel, circolare e senza odiose bande nere come alcuni dei suoi concorrenti. Il sensore di luminosità è nascosto sotto il display.

La luminosità è davvero ottima e anche alla luce diretta del sole, il display è leggibile così come in interno.

Purtroppo manca la modalità always-on, ok che girando il polso l’attivazione del display è immediata, ma avendo un AmazFit Stratos come smartwatch personale (qui la prova), la mancanza si sente; è possibile mantenere lo schermo attivo per 5, 10, 15 o 20 minuti, ma l’autonomia ne risente, soprattutto dai 10 minuti in su.

Utilizzo e Huawei Lite OS

L’associazione avviene scaricando l’app di gestione, Huawei Fit, dal Google Play; per l’associazione è stato un Huawei Mate 20 Pro (qui la nostra prova), e risulta essere molto facile e immediata, tramite l’app abbiamo accoppiato i due dispositivi e cominciato la configurazione dello SmartWatch.

La vibrazione è abbastanza forte, difficile perdersi qualche notifica.

Il conteggio dei passi è abbastanza preciso.

Come Sistema Operativo, Huawei ha scelto di dotare il Watch GT 2 con un suo sistema proprietario, il Huawei Lite OS e riteniamo la scelta molto azzeccata.

Il sistema è molto fluido e l’interfaccia è molto intuitiva e nei vari manu ci si può muovere sia tramite i due pulsanti fisici, sia tramite il touch-screen; per esempio tramite una pressione prolungata sul display è possibile cambiare quadrante, con uno swipe dall’alto verso il basso abbiamo una sorta di menu rapido con la possibilità di scegliere di impostare la modalità notte, di tenere acceso il display per 5 minuti, di trovare il dispositivo, di accedere alle impostazioni e di visualizzare l’autonomia residua.

E’ possibile rispondere alle chiamate e parlare direttamente tramite lo smartwatch; in un ambiente come la stanza di un appartamento, ma anche in auto, l’audio sarà chiaro e anche il nostro interlocutore non avrà difficoltà nel capirci.

Con uno swipe da destra verso sinistra troviamo dei widget che ci indicano, per es. le informazioni sul battito cardiaco e l’andamento dell’attività fisica.

Con il pulsante in alto si entra nel menu generale do è possibile gestire le varie opzioni disponibili e richiamare le vari app presenti.

Con il pulsante in basso, invece, si entra nel menu con tutti gli allenamenti presenti (Corsa, Alpinismo, Bicicletta, Nuoto, …).

App

Tramite l’app Huawei Health (disponibile qui) è possibile sia gestire a pieno lo smartwatch, sia tenere monitorate e sincronizzate le varie attività.

Autonomia

La batteria da 455 mAh consente un’autonomia di tutto rispetto, e con la nostra giornata di utilizzo, 7.00 – 0.00, quindi non indossandolo la notte, con tutti i sensori attivi e contapassi, ci siamo attestati sui 12/13 giorni di utilizzo.

Durante le 16/17h giornaliere di utilizzo, abbiamo ricevuto parecchie notifiche, per alcune di queste, abbiamo utilizzato lo smartwatch per visualizzarle. Peccato non poter rispondere direttamente dallo smartwatch.

Utilizzando molto le attività sportive, quindi con GPS attivo, considerando un utilizzo continuativo, si arriva a circa 12/13h di utilizzo.

Conclusioni

Il Huawei Watch GT 2, tutto sommato è un buon prodotto ed è offerto anche ad un prezzo molto competitivo. Il modello da noi provato è disponibile ad un prezzo di 199 euro su Amazon, in linea con quanto offerto.

Materiali ed esperienza d’uso al top e qualità/prezzo ai vertici, fanno di questo Smartwatch, tra i migliori in commercio, non sono della sua fascia di mercato, ma anche facendo salire l’asticella.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Display: 1.39 pollici, AMOLED, 454 x 454 HD
Processore: Huawei-made Kirin A1
Memoria RAM: 32 MB
Memoria interna: 4 GB
Dimensioni: 45,9 x 45,9 x 10,7 mm
Peso: 41 g (senza cinturino)
Batteria: 455 mAh
Connettività: Bluetooth v5.1, LE, EDR
GPS: Sì con GLONASS, GALILEO
Altoparlante: No
Sensori: Accelerometro, Giroscopio, Sensore geomagnetico, Sensore ottico battito cardiaco, Sensore luce ambientale, Sensore pressione aria, Sensore capacitivo
NFC: Sì (solo versione Cinese)
Certificazione: Resistente fino a 5 Atmosfere
Sistema operativo: Huawei Lite OS

Voti

Costruzione / Ergonomia
8/10
Hardware
8/10
Materiali
8/10
Display
8/10
Software
8/10
Autonomia
9/10
Prezzo
10/10
Rapporto qualità / prezzo
9/10

Presente sul mercato da un paio di mesi e al mio polso sinistro ormai da quasi un mese (tempo necessario per valutare bene la batteria), è giunto il momento di vedere come si è comportata la Honor Band 5.

Confezione

La confezione è di forma rettangolare molto classica; come accessori, oltre a cavetto usb e basetta per la ricarica troviamo la guida rapida.

Costruzione, Ergonomia

La Honor Band 5 ha un display AMOLED a colori e le dimensioni sono contenute, 43 x 17,2 x 11,5, per un peso di 23 grammi, irrisorio, e fa si che ci si dimentica quasi di indossare la Band. Dopo un mese di utilizzo e indossando la band la mattina e togliendola la sera, il cinturino non presenta segni di usura.

La Honor Band 5 è completamente in plastica ed è resistente fino a 5ATM (50mt di profondità), il cinturino è in poliuretano termoplastico e l’aggancio è immediato e la band resta salda.

Al centro della parte posteriore è presente il sensore per il battito cardiaco e sulla parte inferiore, i connettori per l’attacco al cavo per la ricarica. Sotto al display troviamo il tasto touch.

Display

Il display pannello AMOLED da 0,95 pollici con una risoluzione di 240×120 e con il tasto di gestione touch nella parte inferiore dello schermo. Tutto sommato un buon display, anche sotto la luce diretta del sole.

Non è prevista la possibilità di lasciare il display acceso, ma è presente l’opzione schermo acceso che lascerà lo schermo acceso per 5 minuti.

Abbastanza veloce l’attivazione del display tramite movimento del polso.

Software

Il Sistema Operativo presente è proprietario, ben fatto, fluido e intuitivo con le varie schermate comandabili tramite il touch screen.

Sullo Smartwatch è presente il monitoraggio della frequenza cardiaca, molto preciso e la misurazione avviene in maniera del tutto automatica, e il monitoraggio del sonno.

Ovviamente troviamo l’immancabile cronometro, la ricerca del telefono e la possibilità di mettere silenzioso il dispositivo collegato.

Utilizzo

Partiamo subito da una delle poche cose che non ci è piaciuta, ovvero che per accendere la band, sarà necessario collegarla al caricatore, quindi qualora la notte la volessimo spegnere, dovremmo poi collegarla al caricatore anche se non è scarica, molto discutibile come scelta.

L’associazione avviene scaricando l’app di gestione, Health, o dal Google Play; l’associazione è molto facile e immediata, è bastato aprire l’app per effettuarla.

Tramite l’app è possibile monitorare passi, battito cardiaco, entrambi visualizzabili tramite il display, assieme alla distanza e alla carica della batteria, informazioni giornaliere, che si azzerano ad ogni nuovo giorno. Solo tramite l’app è possibile visualizzare le fasi del sonno e le statistiche giornaliere, settimanali e mensili.

Rilevamento Passi

Il rilevamento dei passi non è impeccabile e nei nostri test è risultato un po’ sottostimato.

Presente la notifica per l’avviso di sedentarietà, che scatta dopo un’inattività di circa 60 minuti.

Monitoraggio del Battito

La misurazione del battito cardiaco è abbastanza precisa a patto che la band sia molto aderente al polso; presente il monitoraggio continuo.

Monitoraggio della Saturazione dell’Ossigeno nel Sangue SpO2 (Pulse Oxygen Saturation)

La vera chicca è il monitoraggio della saturazione dell’ossigeno nel sangue, molto importante per i soggetti asmatici. Il livello di ossigeno nel sangue, di norma è tra il 90% e il 100%, sotto questa soglia è consigliabile consultare un medico.

Monitoraggio del Sonno

Il monitoraggio del sonno avviene in maniera automatica, tramite l’accelerometro che ne riconosce l’inizio e la fine. Le statistiche saranno visibili tramite l’app, con anche la distinzione tra sonno profondo e sonno leggero.

Fotocamera

Tramite l’Honor Band 5 è possibile gestire la fotocamera del nostro smartphone (funzionalità compatibile solo con dispositivi Huawei e Honor), semplicemente aprendo la fotocamera sul dispositivo, sulla band, verrà visualizzata l’icona di una fotocamera e potremmo utilizzare la band per scattare foto o girare video tramite lo smartphone.

Player Musicale

Un’altra funzionalità presente è la possibilità di comandare il player musicale o l’app che stiamo utilizzando per riprodurre musica, come per esempio Spotify e Amazon music.

Potremmo, quindi, aumentare/diminuire il volume, mettere in pausa la canzone riprodotta e passare alla successiva o riprendere la precedente

Notifiche

E’ possibile ricevere le notifiche tramite la band e, oltre alle telefonate, sarà possibile scegliere le varie applicazioni presenti sullo smartphone.

La vibrazione è abbastanza forte, impossibile perdersi una notifica o non svegliarsi con una sveglia impostata.

Previste varie modalità di allenamento, corsa all’aperto, corsa all’interno, camminata all’aperto, camminata all’interno, pedalata all’aperto, pedalata all’interno, ellittica, vogatore, nuoto al chiuso, allenamento libero.

Autonomia

La Honor Band 5 ha una batteria da 100 mAh e Honor, dichiara 14 giorni di autonomia in stanby e fino a 6 giorni di utilizzo con il monitoraggio della frequenza cardiaca e le funzioni di monitoraggio del sonno attive; nei nostri test abbiamo rilevato una media di 7 giorni di autonomia con la ricezione delle notifiche, il controllo del battito cardiaco e del sonno e qualche attività sportiva sporadica durante la settimana.

Per una carica completa serve circa un’ora e mezza.

Conclusioni

La Honor Band 5 è un’ottima smart band, diretta concorrente della Mi Band 4 (qui la nostra prova) con ottime funzionalità, come il monitoraggio della saturazione dell’ossigeno nel sangue o il controllo della musica e gli innumerevoli allenamenti disponibili, il tutto contornato da bel display AMOLED a colori.

E’ possibile acquistare la Honor Band 5 su Amazon ad un prezzo di 29.90 euro o su HiHonor.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Display: 0.95″ AMOLED risoluzione 240×120 (282ppi)
– Processore: –
– Memoria RAM: –
– Memoria interna: –
– Dimensioni: 43 x 17,2 x 11,5 mm
– Peso: 23 g
– Batteria: Polimeri di Litio da 100 mAh
– Connettività: Bluetooth v5.0
– Sensori: Sensore cardiofrequenzimetro, Conta Passi, monitoraggio della saturazione dell’ossigeno nel sangue (SpO2)
– Sistema operativo: Proprietario
– Certificazione: resistente fino a 5 ATM (50mt di profondità)
– Compatibilità: Android 4.4 / iOS 9.0 o successive

Costruzione / Ergonomia
8/10
Hardware
7/10
Materiali
8/10
Display
8/10
Software
8/10
Autonomia
7/10
Prezzo
10/10
Rapporto qualità / prezzo
10/10

 

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Presentato a Settembre ad IFA (qui l’evento) e disponibile da Novembre, abbiamo avuto modo di provare l’interessantissimo Smartwatch PUMA, vediamo le prime impressioni d’uso.

Confezione

La confezione è di forma quadrata e abbastanza contenuta, con la parte superiore in plastica trasparente dando, quindi la possibilità di vedere lo Smartwatch che è posizionato al centro e sostenuto da un supporto in cartone. Nello scompartimento di sinistra del supporto in cartone, troviamo il cavo Usb-MicroUSB e la basetta di ricarica. Rimosso il supporto troviamo la manualistica.

Sia la plastica trasparente che il materiale con cui è fatto il supporto, dall’impressione di economicità, che stona un po’ con il prezzo a cui è proposto lo Smartwatch PUMA.

Primo Impatto

Lo Smartwatch PUMA è di forma circolare, con la cassa in alluminio.

Una volta indossato risulta subito comodo, grazie al peso di appena 27 grammi; il cinturino è in silicone color Giallo Frizzantino ed è dotato di sgancio rapido e di dimensioni standard.

Il display tondo è da 1.39 pollici AMOLED, monta un processore Qualcomm Snapdragon Wear 3100, una memoria RAM da 512 MB e una memoria interna da 4 GB.

L’associazione avviene scaricando l’app di gestione, Wear OS (ex Android Wear), dal Google Play; per l’associazione, è stato usato uno Mate 20 Pro (qui la recensione).
L’associazione è molto facile e immediata, tramite l’app abbiamo accoppiato i due dispositivi e cominciato la configurazione dello SmartWatch.

Come autonomia, Puma dichiara 24h, un po’ pochino, vedremo come si comporterà nel utilizzo reale.

Nei prossimi giorni saremo più dettagliati sulle varie funzionalità e soprattutto sulla durata della batteria.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Display: 1.19 pollici, AMOLED, 328 ppi
Processore: Qualcomm Snapdragon Wear 3100
Memoria RAM: 512 MB
Memoria interna: 4 GB
Peso: 27 g
Connettività: Bluetooth v4.2, LE, EDR
GPS: Sì
NFC: Sì per pagamenti NFC tramite Google Pay
Microfono:
Sensori: Accelerometro, Giroscopio, Sensore Battito Cardiaco, Accelerometro, Altimetro
NFC:
Certificazione: Resistente fino a 3 Atmosfere
Sistema operativo: Wear OS

Disponibile da Ottobre (qui la notizia), abbiamo avuto modo di provare l’interessantissimo Huawei Watch GT 2, vediamo le prime impressioni d’uso.

Confezione

La confezione è abbastanza grande con il Watch GT 2 sulla sinistra e uno scatolino con gli accessori sulla destra. Come accessori troviamo il cavo USB-Tipo C e la basetta di ricarica, nonché la manualistica.

Primo Impatto

Il Watch GT 2 è di forma circolare ed è in acciaio inossidabile Black metallo e plastica.

Una volta indossato risulta subito comodo, grazie al peso di appena 41 grammi; il cinturino è in fluoroelastomero ed è dotato di sgancio rapido e di dimensioni standard.

Il display tondo è da 1.39 pollici AMOLED (454 x 454 pixel), monta un processore Huawei-made Kirin A1, una memoria RAM da 32 MB e una memoria interna da 4 GB.

L’associazione avviene scaricando l’app di gestione, Huawei Fit, dal Google Play; per l’associazione, è stato usato un Mate 20 Pro (qui la recensione).
L’associazione è molto facile e immediata, tramite l’app abbiamo accoppiato i due dispositivi e cominciato la configurazione dello SmartWatch.

La prima impressione è molto positiva, soprattutto per i materiali utilizzati.

Con la batteria da 455 mAh, Huawei dichiara di settimane con utilizzo giorno e notte, vedremo se confermare o meno questo dato.

Nei prossimi giorni saremo più dettagliati sulle varie funzionalità e soprattutto sulla durata della batteria.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Display: 1.39 pollici, AMOLED, 454 x 454 HD
Processore: Huawei-made Kirin A1
Memoria RAM: 32 MB
Memoria interna: 4 GB
Dimensioni: 45,9 x 45,9 x 10,7 mm
Peso: 41 g (senza cinturino)
Batteria: 455 mAh
Connettività: Bluetooth v5.1, LE, EDR
GPS: Sì con GLONASS, GALILEO
Altoparlante: No
Sensori: Accelerometro, Giroscopio, Sensore geomagnetico, Sensore ottico battito cardiaco, Sensore luce ambientale, Sensore pressione aria, Sensore capacitivo
NFC: Sì (solo versione Cinese)
Certificazione: Resistente fino a 5 Atmosfere
Sistema operativo: Huawei Lite OS

Dopo un paio di settimane di utilizzo (qui la preview), è giunto il momento di vedere come si è comportato il Huawei Watch GT durante la nostra prova.

Confezione

La confezione è abbastanza grande con il Watch GT sulla sinistra e uno scatolino con gli accessori sulla destra. Come accessori troviamo il cavo Usb-MicroUSB e la basetta di ricarica, nonché la manualistica.

Costruzione

Il Watch GT è di forma circolare è ha le dimensioni di 46.5 x 46.5 x 10.6 mm, più o meno giuste anche per un polso non grande, come il mio. Grazie al peso di 46 grammi, risulta subito comodo; il cinturino è in gomma ed è dotato di un pratico sistema di sgancio e ha dimensioni standard, di buona fattura.

La cassa in acciaio inox con il retro in ceramica, sono una piacevolissima sorpresa su un prodotto del genere; presente la ghiera, anch’essa in ceramica, ma fissa; sulla destra troviamo i due pulsanti fisici. Nella parte posteriore, troviamo il connettore per la ricarica e il sensore per il battito cardiaco.

Hardware

Il Watch GT  monta un processore ARM Cortex-M4, 2010, Single-Core, 16MB di memoria RAM e 128MB di memoria interna. Come connettività troviamo il Bluetooth 4.2 con LE, EDR, NFC. La batteria è al litio da 420mAh. Come sensori sono presenti, GPS, il già citato Sensore Battito Cardiaco, Bussola, Giroscopio, Barometro, Sensore capacitivo, Sensore di luce ambientale.

Display

Il display è da 1.39 pollici AMOLED con una risoluzione di 454 x 454 pixel, circolare e senza odiose bande nere come alcuni dei suoi concorrenti. Il sensore di luminosità è nascosto sotto il display.

La luminosità è davvero ottima e anche alla luce diretta del sole, il display è leggibile come in interno.

Purtroppo manca la modalità always-on, ok che girando il polso l’attivazione del display è immediata, ma venendo da un AmazFit Stratos (qui la prova), la mancanza si sente.

Utilizzo e Huawei Lite OS

L’associazione avviene scaricando l’app di gestione, Huawei Fit, dal Google Play; per l’associazione sono stati usati un Huawei Mate 20 Pro (qui la nostra prova), uno Xiaomi Mi Mix 3 (qui la recensione) e uno Xiaomi Mi 9 (qui il nostro unboxing).
L’associazione è molto facile e immediata, tramite l’app abbiamo accoppiato i due dispositivi e cominciato la configurazione dello SmartWatch.

La vibrazione è abbastanza forte, difficile perdersi qualche notifica.

Il conteggio dei passi è abbastanza preciso.

Come Sistema Operativo, Huawei ha scelto di dotare il Watch GT con un suo sistema proprietario, il Huawei Lite OS e riteniamo la scelta molto azzeccata.

Il sistema è molto fluido e l’interfaccia è molto intuitiva e nei vari manu ci si può muovere sia tramite i due pulsanti fisici, sia tramite il touch-screen; per esempio tramite una pressione prolungata sul display è possibile cambiare quadrante, con uno swipe dall’alto verso il basso abbiamo una sorta di menu rapido con la possibilità di scegliere di impostare la modalità notte, di tenere acceso il display per 5 minuti, di trovare il dispositivo, di accedere alle impostazioni e di visualizzare l’autonomia residua.

Con uno swipe da destra verso sinistra troviamo dei widget che ci indicano, per es. le informazioni sul battito cardiaco e l’andamento dell’attività fisica.

Con il pulsante in alto si entra nel menu generale do è possibile gestire le varie opzioni disponibili e richiamare le vari app presenti.

Con il pulsante in basso, invece, si entra nel menu con tutti gli allenamenti presenti (Corsa, Alpinismo, Bicicletta, Nuoto, …).

App

Tramite l’app Huawei Health (disponibile qui) è possibile sia gestire a pieno lo smartwatch, sia tenetere monitore e sincronizzare le varie attività.

Autonomia

La batteria da 420mAh consente un’autonomia di tutto rispetto, e con la nostra giornata di utilizzo, 7.00 – 0.00, quindi non indossandolo la notte, con tutti i sensori attivi e contapassi, ci siamo attestati sui 12/13 giorni di utilizzo.

Durante le 16/17h giornaliere di utilizzo, abbiamo ricevuto parecchie notifiche, per alcune di queste, abbiamo utilizzato lo smartwatch per visualizzarle. Peccato non poter rispondere direttamente dallo smartwatch.

Utilizzando molto le attività sportive, quindi con GPS attivo, considerando un utilizzo continuativo, si arriva a circa 12/13h di utilizzo.

Conclusioni

Il Huawei Watch GT, tutto sommato è un buon prodotto ed è offerto anche ad un prezzo molto competitivo. Il modello da noi provato è disponibile ad un prezzo di 159 euro su Amazon, davvero un prezzo ridicolo per quanto offerto.

Materiali ed esperienza d’uso al top e qualità/prezzo ai vertici, fanno di questo Smartwatch, il migliore, non sono della sua fascia di mercato, ma anche facendo salire l’asticella.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Display: 1.39 pollici, AMOLED, 454 x 454 (326 ppi)
Processore: ARM Cortex-M4, 2010, Single-Core
Memoria RAM: 16 MB
Memoria interna: 128 MB
Dimensioni: 46.5 x 46.5 x 10.6 mm
Peso: 46 g
Batteria: 420 mAh
Connettività: Bluetooth v4.2, LE, EDR
GPS: Sì con GLONASS, GALILEO
Altoparlante: Supportato
Sensori: Accelerometro, Giroscopio, Sensore Battito Cardiaco, Barometro, Bussola, Luce Ambientale
NFC:
Certificazione: Resistente fino a 5 Atmosfere
Sistema operativo: Huawei Lite OS

Voti

Costruzione / Ergonomia
8/10
Hardware
8/10
Materiali
8/10
Display
8/10
Software
8/10
Autonomia
9/10
Prezzo
10/10
Rapporto qualità / prezzo
9/10

Presentato a Ottobre (qui l’evento), abbiamo avuto modo di provare l’interessantissimo Huawei Watch GT, vediamo le prime impressioni d’uso.

Confezione

La confezione è abbastanza grande con il Watch GT sulla sinistra e uno scatolino con gli accessori sulla destra. Come accessori troviamo il cavo Usb-MicroUSB e la basetta di ricarica, nonché la manualistica.

Primo Impatto

Il Watch GT è di forma circolare, con la cassa in acciaio inox e il retro in ceramica.

Una volta indossato risulta subito comodo, grazie al peso di appena 46 grammi; il cinturino è in gomma ed è dotato di sgancio rapido e di dimensioni standard.

Il display tondo è da 1.39 pollici OLED (454 x 454 pixel), monta un processore ARM Cortex-M4, 2010, Single-Core, una memoria RAM da 16MB e una memoria interna da 128MB.

L’associazione avviene scaricando l’app di gestione, Huawei Fit, dal Google Play; per l’associazione, è stato usato uno Xiaomi Mi Mix 3 (qui la recensione).
L’associazione è molto facile e immediata, tramite l’app abbiamo accoppiato i due dispositivi e cominciato la configurazione dello SmartWatch.

La prima impressione è molto positiva, soprattutto per i materiali utilizzati su un prodotto di questa fascia di prezzo.

Con la batteria da 420mAh, Huawei dichiara una lunga durata, vedremo di quantificare meglio questa affermazione.

Nei prossimi giorni saremo più dettagliato sulle varie funzionalità e soprattutto sulla durata della batteria.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Display: 1.39 pollici, AMOLED, 454 x 454 (326 ppi)
Processore: ARM Cortex-M4, 2010, Single-Core
Memoria RAM: 16 MB
Memoria interna: 128 MB
Dimensioni: 46.5 x 46.5 x 10.6 mm
Peso: 46 g
Batteria: 420 mAh
Connettività: Bluetooth v4.2, LE, EDR
GPS: Sì con GLONASS, GALILEO
Altoparlante: Supportato
Sensori: Accelerometro, Giroscopio, Sensore Battito Cardiaco, Barometro, Bussola, Luce Ambientale
NFC:
Certificazione: Resistente fino a 5 Atmosfere
Sistema operativo: Huawei Lite OS

Acquistato un mesetto fa (qui la preview), è giunto il momento di vedere come si è comportato lo Xiaomi AmazFit Stratos. Vediamo le mie considerazioni.

Confezione

La confezione, di forma quadrata, è formata da una parte esterna che, una volta sfilata da accesso alla vera e proprio confezione. Rimosso lo smartwach, troviamo lo scompartimento contenente il cavo  e la basetta di ricarica con cavo Usb-MicroUSB annesso e la manualistica.

Costruzione

L’AmazFit Stratos cambia radicalmente stile rispetto al suo predecessore, l’AmazFit Pace (qui la nostra prova), rimanendo sempre di forma circolare, ma aggiungendo 3 pulsanti laterali, che lo fanno sembrare un cronografo.

Lo Stratos ha le dimensioni di 35 x 35 x 15 mm e 60 g di peso. Il cinturino è in gomma ed è dotato di un pratico sistema di sgancio, risulta molto comodo al polso. Il cinturino ha un attacco standard da 22mm, quindi intercambiabile con qualunque cinturino presente in commercio.

La cassa è in policarbonato con inserti in fibra di vetro con effetto carbonio, la parte superiore è in ceramica e sulla destra troviamo i due pulsanti fisici (scorrere in avanti, selezionare, tornare indietro o in basso) con il microfono posto sotto il tasto inferiore; sulla sinistra, in posizione centrale, troviamo l’altoparlante per le chiamate.

Posteriormente troviamo, in posizione centrale, il sensore per il battito cardiaco e poco sopra i contatti per la basetta di ricarica.

Hardware

L’AmazFit Stratos monta un processore Dual Core da 1.2GHz, 512MB di RAM 4GB di memoria interna (in parte occupata da contenuti preinstallati, solo 2GB utilizzabili dall’utente finale). Alla voce connettività troviamo il Bluetooth 4.0, il Wi-Fi, mentre come sensori troviamo, GPS, accelerometro, giroscopio, battito cardiaco, luminosità, geomagnetico. La batteria è al litio da 290mAh. Presente la Certificazione IP67 per la resistenza ad acqua e polvere.

Display

Il display è un LCD da 1.34 pollici con una risoluzione di 320×300, con l’unico neo della, seppur piccola, odiosa banda nera nella parte bassa, dove è posizionato il sensore della luminosità.

Il display è di tipo Always-on con una tecnologia transflettiva che lo rende molto più visibile alla luce diretta del sole che in condizioni di scarsa luminosità, dove con il movimento del polso verrà attivata la retroilluminazione, decisamente meglio rispetto al Pace.

Utilizzo

L’associazione avviene scaricando l’app di gestioneAmazfit Watch, dal Google Play, per l’associazione abbiamo usato il Samsung Galaxy A7 2017 (qui la recensione), lo Xiaomi Mi 8 Lite (qui la recensione) e il Nokia 7.1 (qui la recensione) tutti e tre con Android 8.

L’associazione è molto facile e immediata, basta accendere lo Smartwatch, lanciare l’app sul nostro dispositivo e seguire le istruzioni che volta per volta appaieranno sui due display.

Accoppiato via Bluetooth, sarà possibile visualizzare tutte le notifiche che arriveranno al dispositivo associato.

Dopo la prima accensione è stato possibile aggiornare il FirmWare all’ultima versione contenente la lingua Italiana.

Software

Come Sistema Operativo, troviamo Android 4.4, ma è completamente modificato per adattarsi all’Amazfit Pace. La personalizzazione è molto ben fatta ed intuitiva e con l’aggiunta della lingua italiana, non ci sono problemi nell’utilizzo giornaliero, anche perchè chi non mastica l’inglese.

Dopo aver attivato il display tramite il pulsante fisico, dalla home, con uno swipe dall’alto verso il basso verrà visualizzato un menu con meteo, e 4 icone per, modalità nottemodalità aereo, regolazione luminosità, impostazioni (Connessione, Generale, Sincronizza, Aggiornamenti, Dispositivo, App, Informazioni, Huami Lab, Feedback); uno swipe da sinistra verso destra o tenendo premuto per 3 secondi il pulsante superiore, potremmo tornare alla schermata precedente.

Dalla home, con uno swipe da sinistra verso destra, troviamo la sezione Sport (con Corsa e Camminata in risalto con la possibilità di gestirne altri, Bici all’aperto, Piscina, Nuoto libero, Tapis roulant, Cyclette, Ellittica, Arrampicata, Corsa trial, Triathlon, Sci, Tennis, Calcio, Multisport, Salto della corda) e la sezione Attività; con uno swipe da destra verso sinistra, troviamo i vari widget, Cronometro, Timer, Previsione meteo, Frequenza cardiaca, Musica, Sveglia, Bussola, Sonno, Centro d’allenamento, Posizione.

App Amazfit Watch

L’app di gestione, Amazfit Watch, è disponibile sia per Android che per iOS, ed è ottenibile sia direttamente dallo store che tramite QR Code.

L’app è abbastanza curata, anche se permette solo una configurazione minima dello SmartWatch, e anche le informazioni date sono poche, come il resoconto dei passi, del sonno, la scansione del battito cardiaco, le Watch Faces, la gestione delle notifiche delle app e i vari widget che vogliamo visualizzare.

Batteria

I primi giorni di utilizzo sono stati un po’ deludenti dal punto di vista dell’autonomia, in quanto con il nostro utilizzo standard, arrivavamo a stento a 2.5gg di utilizzo. Dopo qualche settimana e diversi cicli di ricarica, le cose sono migliorate le cose e ci siamo assestati a circa 5gg pieni di utilizzo, tenendolo spento la notte.

Durante il test, l’Amazfit Stratos rimaneva connesso allo smartphone per 17/18h, spento la notte e contapassi attivo, senza monitoraggio continuo del battito e con molte notifiche ricevute, tra mail, social e chat, molte delle quali consultate direttamente sullo smartwatch.

Prezzo

Come tutti i prodotti Cinesi che non hanno una vendita europea, anche questo smartwatch Xiaomi, va acquistato su siti cinesi. Noi l’abbiamo acquistato su GearBest ad un prezzo di circa 130 euro; su Amazon è disponibile a circa 180 euro.

Conclusioni

L’Amazfit Stratos è senza ombra di dubbio un ottimo SmartWatch, con un buon rapporto qualità prezzo e un display straordinario, peccato per la retroilluminazione, ma alla luce diretta del sole è uno spettacolo.

Rispetto al Pace, sia FirmWare che App adesso sono in Italiano, sicuramente un bel passo in avanti.

Più che un’evoluzione dell’Amazfit Pace riteniamo lo Stratos un’alternativa, infatti il Pace è tutt’ora disponibile all’acquisto.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Display: 1.34 pollici, Reflective OLED, 320 x 300 (278 ppi)
– Processore: Ingenic M200S – Dual Core, 1.2GHz
– Memoria RAM: 512 MB
– Memoria Interna: 4 GB (di cui circa 2GB utilizzabili dall’utente)
– Dimensioni: 35 x 35 x 15 mm
– Peso: 60 g
– Batteria: 290 mAh
– Connettività: Wi-Fi 802.11 b/g/n, Bluetooth v4.2
– Sensori: GPS + GLONASS, Sensore Battito Cardiaco, Accelerometro, Giroscopio, sensore geomagnetico e di luminosità
– Sistema operativo: Proprietario su base Android
– Certificazione: IP67 per la resistenza ad acqua e polvere

Voti

Costruzione / Ergonomia
9/10
Hardware
8/10
Materiali
8/10
Display
9/10
Software
9/10
Autonomia
9/10
Prezzo
8/10
Rapporto qualità / prezzo
9/10

Disponibile da fine anno scorso, l’AmazFit Stratos di Xiaomi, è uno smartwatch/sport tracker, di sicuro interesse. Abbiamo deciso di acquistarlo in versione global da GearBest; vediamo le prime impressioni d’uso.

Confezione

La confezione, di forma quadrata, è formata da una parte esterna che, una volta sfilata da accesso alla vera e proprio confezione. Rimosso lo smartwach, troviamo lo scompartimento contenente il cavo  e la basetta di ricarica con cavo Usb-MicroUSB annesso e la manualistica.

Primo Impatto

L’AmazFit Stratos è di forma circolare, con la cassa in policarbonato con inserti in fibra di vetro con effetto carbonio, davvero molto bello; la parte superiore è in ceramica.

Una volta indossato risulta subito comodo, grazie al peso contenuto di 60 grammi e al cinturino in gomma (con sgancio rapido).

L’associazione avviene scaricando l’app di gestione, Amazfit Watch, dal Google Play, per l’associazione abbiamo usato il Samsung Galaxy A7 2018 (qui la recensione). Alla prima associazione è stato rilevato l’aggiornamento contenente anche la lingua Italiana.

Con la batteria da 290mAh, Xiaomi, dichiara 5 giorni di utilizzo, ma in questi primi giorni di utilizzo, sono riuscito a coprire due giornate di utilizzo (7-24, spegnendolo la notte), con aggiornamento e configurazioni varie.

Nei prossimi giorni sarò più dettagliato sulle varie funzionalità e soprattutto sulla durata della batteria.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Display: 1.34 pollici, Reflective OLED, 320 x 300 (278 ppi)
– Processore: Ingenic M200S – Dual Core, 1.2GHz
– Memoria RAM: 512 MB
– Memoria Interna: 4 GB (di cui circa 2GB utilizzabili dall’utente)
– Dimensioni: 35 x 35 x 15 mm
– Peso: 60 g
– Batteria: 290 mAh
– Connettività: Wi-Fi 802.11 b/g/n, Bluetooth v4.2
– Sensori: GPS + GLONASS, Sensore Battito Cardiaco, Accelerometro, Giroscopio, sensore geomagnetico e di luminosità
– Sistema operativo: Proprietario su base Android
– Certificazione: IP67 per la resistenza ad acqua e polvere