Tags Posts tagged with "Acronis"

Acronis

0 156

Acronis, leader globale nella protezione informatica, e AFC Ajax, titolata società calcistica olandese, hanno sottoscritto un accordo di partnership pluriennale. In qualità di partner ufficiale per la protezione informatica di AFC Ajax, Acronis giocherà un ruolo attivo e concreto nel settore giovanile della squadra, l’Ajax Academy “De Toekomst” (il futuro, in italiano) che si allena nello stadio Johan Cruijff. Acronis fornirà ad AFC Ajax le sue innovative soluzioni per la cyber protection, che consentiranno alla squadra di ottimizzare il flusso dei dati e di migliorare così le prestazioni sia dentro che fuori dal campo.

Menno Geelen, Direttore commerciale di AFC Ajax, commenta: “La tecnologia e i contenuti forniti da Acronis, leader globale sul mercato nel settore informatico, sosterranno ogni nostra ambizione di crescita. Impiegheremo le soluzioni di cyber protection e l’esperienza in ambito di intelligenza artificiale di Acronis nel nostro centro di allenamento De Toekomst; il nome dell’azienda sarà lo sponsor sulla nuova maglia dei giovani giocatori dell’Ajax. Quella con Acronis è una partnership tutta orientata al futuro”.

Edwin van der Sar, Managing Director at AFC Ajax aggiunge: “Per noi, come squadra e come società, dati e innovazione sono sempre più importanti, ma al contempo anche privacy e sicurezza dei dati diventano critici. Abbiamo scelto Acronis perché è un partner affidabile e competente. Le soluzioni Acronis garantiranno funzioni di storage, accessibilità e sicurezza ai nostri dati; verranno utilizzate nel centro De Toekomst, ma anche presso il Johan Cruijff Arena e durante le attività calcistiche e societarie in tutto il mondo. L’esperienza di Acronis nelle tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning (AI/ML) ci aiuterà a ottimizzare ulteriormente le attività di business”.

L’esclusività delle soluzioni Acronis è data dai cinque vettori della Cyber Protection: Salvaguardia, Accessibilità, Privacy, Autenticità e Sicurezza (SAPAS). Grazie a questi, le soluzioni garantiscono che i dati protetti e gestiti da Acronis siano sicuri, autentici e anche facilmente accessibili, senza causare interruzioni delle attività quotidiane della società.

I progetti incentrati su AI/ML aiuteranno il club a elaborare i dati disponibili a supporto delle decisioni di gioco e di business. Fortemente impegnata in ambito di R&S e AI/ML, più avanti Acronis fornirà ulteriori dettagli sui progetti in corso con AFC Ajax.

Il recente incremento del telelavoro, conseguente alla pandemia di COVID-19, ha reso la sicurezza informatica una crescente preoccupazione per molte aziende, considerato il numero dei dipendenti che lavorano in remoto su sistemi o reti non sicuri. Acronis offre supporto anche per questi sistemi con Acronis Cyber Protect, un prodotto che protegge le posizioni di storage nel cloud con servizi di backup e ripristino, anti-malware, sicurezza e gestione. Questa soluzione completa facilita la gestione di tutti gli aspetti della cyber protection, inclusi i carichi di lavoro gestiti in remoto.

Jan-Jaap Jager, Senior vice president di Acronis, afferma: “Siamo fermamente convinti dell’importanza delle partnership tecnologiche con le società sportive. Ajax è all’avanguardia nell’acquisizione dei dati, e insieme progettiamo una tipologia di analisi destinata a migliorare i processi decisionali strategici in ambito sportivo e commerciale, così da incrementare le prestazioni dei team e delle loro società. Siamo orgogliosi di essere Cyber Protection Technology Partner di Ajax, e di aiutare il team a diventare #CyberFit. L’opportunità di trasferire queste conoscenze alla squadra e di condividerle con la sua rete commerciale rende straordinaria questa collaborazione.”

Per altre informazioni sulle partnership tecnologiche #CyberFit di Acronis, visitare https://acronis.sport

0 115

Acronis, leader globale per la cyber protection, ha annunciato oggi la nuova partnership ufficiale per l’intelligenza artificiale con l’Associazione Sportiva Roma, società calcistica italiana ai vertici del campionato di Serie A.

Finalizzato a ottimizzare le attività aziendali e sportive della squadra, l’accordo prevede la fornitura delle soluzioni Acronis per l’impiego dell’intelligenza artificiale e del machine learning nell’elaborazione dei dati calcistici e dei prodotti di cyber protection per la sicurezza dei carichi di lavoro mission-critical del team.

Francesco Calvo, Chief Operating Officer dell’AS Roma, condivide la sua opinione sull’importanza della partnership: “Il mondo del calcio è in costante evoluzione ed è entrato in un’epoca in cui, come per molti altri settori, la qualità dei risultati dipende dai dati come mai prima d’ora. Alla maggiore criticità dei dati corrispondono ovviamente anche maggiori rischi. La partnership sottoscritta con Acronis ci aiuterà su due fronti: ad analizzare e a ottimizzare la qualità dei dati che acquisiamo, ma anche a proteggerli. Siamo entusiasti di poter diventare #CyberFit con Acronis.”

La tecnologia basata sull’intelligenza artificiale e il machine learning è uno dei fattori primari della partnership, e non verrà applicata solo all’analisi dei dati ma diventerà parte integrante delle molte soluzioni che l’AS Roma adotterà per proteggere i propri sistemi. Una di queste è Acronis Cyber Protect, che integra protezione dati e sicurezza informatica potenziate dall’intelligenza artificiale. Il servizio, gestito da un’unica console, include tutti gli strumenti necessari per proteggere la squadra dalle minacce informatiche e dalla perdita dei dati: backup e ripristino, anti-malware e gestione della sicurezza.

Il Senior Vice President di Acronis, Jan-Jaap Jager, spiega i motivi principali che hanno avvicinato l’AS Roma ad Acronis. “Quando ci si destreggia con un collage di prodotti diversi per la difesa anti-malware, il backup e così via, nei sistemi si creano vulnerabilità facilmente esposte ai criminali informatici. Acronis Cyber Protect offre a società come l’AS Roma la tranquillità di sapere che i propri dati sono al sicuro, e la continuità di business imprescindibile per portare avanti le attività quotidiane. Le soluzioni Acronis verranno impiegate dall’AS Roma non solo per la protezione ma anche per l’analisi dei dati. Le tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning aiuteranno la squadra sia nelle attività di backoffice sia in campo, soprattutto durante la fase di ripartenza successiva alla pandemia di Covid-19.”

Acronis aiuta partner e clienti a livello globale a integrare i cinque vettori della cyber protection: Salvaguardia, Accessibilità, Privacy, Autenticità e Sicurezza (SAPAS) dei carichi di lavoro. L’azienda sta aiutando inoltre organizzazioni e singoli ad adottare modalità sicure di telelavoro per affrontare la crisi del COVID-19.

Per scoprire tutte le partnership Acronis #CyberFit con i grandi nomi dello sport, visitare https://acronis.sport

 

0 78

Il 50% delle aziende di tutto il mondo ammette di non essere ancora completamente pronto a passare al lavoro remoto. Milioni di dipendenti non hanno computer portatili e postazioni di lavoro configurati, costringendo le aziende ad acquistare più macchine.

Oltre l’80% dei team IT non è ancora in grado di fornire un’infrastruttura sicura ed efficiente per i lavoratori remoti, mentre alcune persone stanno prendendo in considerazione l’idea di lavorare in modalità smart in modo permanente.

Acronis, leader globale nella cyber protection, dopo aver analizzato attentamente il mercato e impiegato oltre 500 sviluppatori e analisti dei suoi centri di ricerca e sviluppo, è pronta ad annunciare oggi il lancio globale di Acronis Cyber Protect Cloud, la prima e unica soluzione di protezione informatica che integra backup, disaster recovery, anti-malware di nuova generazione, anti-virus, cybersecurity e strumenti di gestione in un’unica console.

Offre un’integrazione di protezione dei dati e cybersecurity basata sull’IA e consente agli utenti di affrontare tutte le moderne minacce informatiche, comprese quelle derivanti dai software di videoconferenza come Zoom e WebEx.

Il backup tradizionale è morto perché non è abbastanza sicuro, e i tradizionali antivirus non proteggono i dati dalle moderne minacce informatiche. Le soluzioni fino a ora utilizzate non sono più in grado di contrastare i pericoli che le aziende e gli utenti devono affrontare“, ha dichiarato il fondatore e CEO di Acronis Serguei “SB” Beloussov.

Negli ultimi decenni la tecnologia si è sviluppata e ha progredito a un ritmo incredibile. Ciò che solo dieci anni fa era impossibile, oggi è diventato un luogo comune. Acronis Cyber Protect Cloud consente di condividere dati altamente sensibili e di proteggere le applicazioni per le teleconferenze: una risorsa fondamentale per la maggior parte delle organizzazioni di tutto il mondo, oggi più che mai.

La tecnologia, tradizionalmente un fattore abilitante della concorrenza e della crescita del settore, è ora fondamentale nella lotta contro la pandemia. È inoltre fondamentale per le organizzazioni, in particolare per i sistemi sanitari, proteggere le loro applicazioni tecnologiche per ridurre al minimo il rischio rappresentato dalle minacce informatiche come i ransomware e le relative perdite umane, di dati e finanziarie. A seguito di una crescita esponenziale delle minacce informatiche in Italia, il CPOC (Centre de Recherche pour la Cyber Protection) di Acronis in Europa, con sede nella sede centrale Svizzera, ha fermato il 42.5% in più di minacce informatiche ai suoi utenti nel primo trimestre del 2020 rispetto al primo trimestre del 2019.

In che modo Acronis Cyber Protect Cloud è utile contro le minacce informatiche?

Acronis Cyber Protect Cloud dispone di un modello di licenza unificato, un agente e un backend, una console di gestione, un’interfaccia utente e un alto livello di integrazione tra i servizi – condividendo i dati e automatizzando le azioni per migliorare notevolmente la sicurezza dei dispositivi endpoint e edge.

I Service Provider beneficeranno ora di uno strumento capace di eliminare la complessità e consentire loro di fare della sicurezza un punto focale del loro portafoglio, soddisfacendo le aspettative dei loro clienti e consolidando i propri fornitori.

“L’integrazione unica nel suo genere di protezione dei dati e sicurezza informatica in Acronis Cyber Protect Cloud consente a Ingram Micro Cloud di soddisfare le esigenze di protezione informatica dei fornitori di servizi, delle piccole e medie imprese e dei carichi di lavoro aziendali”, ha dichiarato Tim Fitzgerald, Vice Presidente, Cloud Channel Sales, Ingram Micro.

Le imprese e i privati si troveranno invece a diposizione fin da subito uno strumento integrato all-in-one capace di monitorare i dispositivi, garantire la sicurezza della connessione e dello scambio in remoto dei dati e bloccare automaticamente le minacce.

0 93

Acronis, esperto globale di cyber protection, porta all’attenzione di autorità e istituzioni private il potenziale aumento di attacchi ransomware che, nelle prossime settimane e malgrado la crisi di Covid-19, avranno come bersaglio sistemi sanitari pubblici e privati.

Nel sollevare la questione, Acronis segnala un picco dei rilevamenti di ransomware in Europa, pari al 7% nell’ultima settimana di febbraio e al 10% nella prima di marzo.

Secondo Acronis non è insolito che le attività criminali facciano registrare un aumento in tempi di crisi, perché gli hacker tentano di sfruttare a proprio vantaggio questo tipo di situazione.

L’epidemia di Covid-19 implica nuove difficoltà e pericoli per ogni ambiente aziendale, e il ciberspazio non fa eccezione. Nel tentativo di contrastare il rischio di blocco delle attività, ad aziende e singoli individui viene chiesto di passare al digitale. Ciò li rende tuttavia anche facili obiettivi; le strutture sanitarie sono tra le più vulnerabili, poiché i sistemi su cui transitano i dati dei pazienti e delle attività di laboratorio sono spesso collegati“, afferma Serguei Beloussov, CEO e Fondatore di Acronis.

Aggiunge inoltre: “In tutto il mondo molti ospedali e strutture sanitarie sono tenuti in ostaggio dall’inizio dei lockdown. Per un ospedale, ignorare le minacce informatiche è come staccare il ventilatore a un paziente. L’aumento delle minacce informatiche nei confronti di questo specifico obiettivo deve diventare una priorità dei governi, perché mette a rischio i pazienti.

Puntare agli uffici della pubblica amministrazione, alle autorità portuali e alle strutture mediche fa parte di una strategia già utilizzata dai criminali informatici; ma durante una pandemia la posta in gioco cambia drammaticamente, tanto per le vittime quanto per i loro pazienti.

Alcuni gruppi di hacker hanno annunciato di non aver intenzione di attaccare le strutture sanitarie, ma gli esperti di cyber protection consigliano di prendere queste affermazioni con la dovuta cautela. È plausibile invece che molti dei medici che si occupano dei pazienti con Covid-19 diventino bersaglio di attacchi, in parte perché devono accedere con tempestività a dati, applicazioni e sistemi, ma anche perché in alcuni paesi ricevono consistenti aiuti finanziari, un motivo allettante per i criminali.

Per un’efficace difesa contro i cyber criminali e i sofisticati attacchi ransomware, Acronis consiglia ad aziende e organizzazioni di definire una strategia anti-phishing, che preveda la formazione del personale affinché sia in grado di riconoscere le e-mail e i siti potenzialmente dannosi o adotti sistemi email con soluzioni anti-phishing integrate.

Ovunque sia possibile, le aziende dovrebbero impiegare anche l’autenticazione a due fattori e password univoche per i vari servizi. È bene configurare l’aggiornamento automatico dei sistemi e distribuire soluzioni antivirus che includano anche difese contro il ransomware.

Anche rendere statici i siti web pubblici è un metodo efficace, poiché non è sempre necessario utilizzare complessi sistemi di gestione dei contenuti dei siti; in casi come questi, le pagine statiche pre-renderizzate sono più sicure.

La strategia di reazione alla crisi di Covid-19 e di business continuity di Acronis prevede misure speciali per garantire a partner e clienti di ottenere le soluzioni a loro necessarie.

Acronis Cyber Backup Cloud include una soluzione per la difesa dal ransomware basata sull’intelligenza artificiale, che sarà gratuita per i nuovi clienti aggiunti dai service provider a partire dal 18 marzo. In questo modo, i service provider potranno aiutare quanti devono migliorare la propria strategia anti-ransomware e di cyber protection, anche malgrado la contrazione dei budget.

 

0 113

Acronis, leader globale della cyber protection, a partire da oggi, World Backup Day, celebra la settimana mondiale della protezione informatica rivelando che il 42% delle aziende nel 2019 ha subito un evento di perdita di dati che ha provocato tempi di inattività. Questo numero elevato è probabilmente causato dal fatto che mentre circa il 90% dei responsabili aziendali esegue correttamente le operazioni di backup, solo il 41% lo fa ogni giorno, lasciando molte aziende con lacune nei dati disponibili per il recupero.

I risultati della ricerca World Cyber Protection Week di Acronis illustrano proprio questa nuova realtà che le strategie e le soluzioni tradizionali per la protezione dei dati non sono più in grado di gestire al meglio. Ecco perché Acronis ha esteso la Giornata mondiale del backup – celebrata ogni 31 marzo – alla Settimana mondiale della protezione informatica.

Il sondaggio annuale, a cui hanno partecipato quest’anno quasi 3.000 persone, misura le abitudini di protezione degli utenti di tutto il mondo. I risultati hanno evidenziato che mentre il 91% delle persone esegue il backup di dati e dispositivi, il 68% perde ancora i dati a causa di eliminazione accidentale, guasti hardware o software o backup obsoleti.

Inoltre, l’85% delle aziende non esegue il backup più volte al giorno, solo il 15% dichiara di farlo, il 26% lo fa una volta al giorno, il 28% settimanalmente, il 20% ogni mese e il 10% non esegue alcun backup, il che può comportare la perdita di dati senza possibilità di recupero completo.

Di quegli utenti professionali che non eseguono backup, quasi il 50% ritiene che i backup non siano necessari. Una convinzione che l’indagine contraddice: il 42% delle aziende ha segnalato una perdita di dati con conseguente inattività quest’anno e il 41% riferisce di perdere produttività o denaro a causa dell’inaccessibilità dei dati. Inoltre, solo il 17% degli utenti finali e il 20% dei professionisti IT seguono le migliori pratiche, utilizzando backup ibridi su supporti locali e nel cloud.

Questi risultati sottolineano l’importanza di implementare una strategia di protezione informatica che includa il backup dei dati più volte al giorno e la pratica della regola di backup 3-2-1: creare tre copie dei dati (una copia primaria e due backup), archiviare le copie in almeno due tipi di supporti e una di queste copie archiviarla in remoto o nel cloud.

“Gli utenti finali e le aziende continuano a soffrire di perdite di dati e attacchi informatici. Tutto ciò che ci circonda sta rapidamente diventando dipendente dal digitale ed è ora che tutti prendano sul serio la protezione informatica “, ha commentato Gaidar Magdanurov, Chief Cyber ??Officer di Acronis. “La protezione informatica nel mondo digitale diventa il quinto bisogno umano fondamentale, specialmente durante questo periodo senza precedenti in cui molte persone devono lavorare in remoto e utilizzare reti domestiche meno sicure. È fondamentale implementare in modo proattivo una strategia di protezione informatica che garantisca la sicurezza, l’accessibilità, la privacy, l’autenticità e la sicurezza di tutti i dati, applicazioni e sistemi, sia che si tratti di utenti finali, di professionisti IT o di fornitori di servizi IT.”

Cyber ??Protection: come cambia il gioco

Con l’aumento degli attacchi informatici, il backup tradizionale non è più sufficiente per proteggere dati, applicazioni e sistemi, e rischia di essere particolarmente pericoloso quando si tratta di business. I criminali informatici prendono di mira il software di backup con ransomware e provano a modificare i file di backup, il che aumenta la necessità di verifica dell’autenticità durante il ripristino dei carichi di lavoro.

Ha senso, quindi, che il sondaggio abbia indicato un livello universalmente elevato di preoccupazione per le minacce informatiche come i ransomware. L’88% dei professionisti IT ha espresso preoccupazione per questo tipo di minaccia, l’86% è preoccupato per il cryptojacking, l’87% per attacchi di ingegneria sociale come il phishing e il 91% per le violazioni dei dati. Tra gli utenti finali, la consapevolezza e la preoccupazione riguardo a tutti e quattro questi tipi di minacce sono quasi altrettanto elevate. E rispetto al sondaggio di Acronis del 2019, la preoccupazione per le minacce informatiche è aumentata del 33%.

Il sondaggio ha anche rivelato una mancanza di conoscenza della gestione dei dati, evidenziando la grande necessità di soluzioni di protezione informatica con maggiore visibilità e analisi. I risultati sorprendenti indicano che il 30% degli utenti finali e il 12% dei professionisti IT non saprebbero dire se i loro dati sono stati modificati in modo imprevisto, mentre il 30% non saprebbe dire se la sua soluzione anti-malware blocca le minacce zero-day. Inoltre, il 9% delle aziende ha dichiarato di non sapere se si sono verificati tempi di inattività a causa della perdita di dati quest’anno.

Per garantire una protezione completa, i backup sicuri devono far parte dell’approccio globale di protezione informatica do ogni azienda, e questo deve includere protezione da ransomware, disaster recovery, sicurezza informatica e strumenti di gestione. Questo approccio profondamente integrato affronta anche i vettori di Cyber ??Protection, offrendo sicurezza, accessibilità, privacy, autenticità e (SAPAS) per tutti i dati, applicazioni e sistemi.

Raccomandazioni per la Settimana mondiale della protezione informatica

Che si sia preoccupati per i file personali o per la continuità aziendale dell’azienda, Acronis ha cinque semplici consigli da seguire:

  • Creare sempre backup di dati importanti. Conserva più copie del backup sia localmente (per ripristini rapidi e frequenti) sia nel cloud (per garantire che tu abbia tutto in caso di incendio, alluvione o disastro che colpisca le tue strutture).
  • Assicurarsi che i sistemi operativi e le applicazioni siano aggiornati. Affidarsi a sistemi operativi o app obsoleti significa privarsi di correzioni di bug e di patch di sicurezza che aiutano a impedire ai criminali informatici di accedere ai sistemi.
  • Fare attenzione alle e-mail, ai collegamenti e agli allegati sospetti. La maggior parte delle infezioni da virus e ransomware sono il risultato di tecniche di social engineering che inducono gli individui ad aprire allegati di posta elettronica infetti o a fare clic su collegamenti a siti Web che ospitano malware.
  • Installare software anti-virus, anti-malware e anti-ransomware abilitando gli aggiornamenti automatici in modo che il sistema sia protetto dai malware, con il miglior e più aggiornato software.
  • Prendere in considerazione l’implementazione di uno strumento di protezione informatica integrata che combini backup, anti-ransomware, antivirus, valutazione delle vulnerabilità e gestione delle patch in un’unica soluzione, per una maggiore facilità d’uso, efficienza e affidabilità.

Scopri qui come proteggere al meglio i tuoi dati: https://www.acronis.com/en-us/blog/posts/celebrating-final-world-backup-day

 

0 143

Acronis, leader globale della cyber protection, ha annunciato oggi che, in risposta all’attuale pandemia di Coronavirus, Acronis Cyber ??Files Cloud, la soluzione di sincronizzazione e condivisione dei file sicura e di livello aziendale, sarà resa gratuita per tutti i fornitori di servizi fino al 31 luglio 2020, in modo che possano aiutare i loro clienti a passare rapidamente al lavoro da remoto mantenendo al sicuro tutti i dati.

Mentre il business globale si adatta all’ambiente di lavoro da remoto richiesto dalla risposta al COVID-19, le aziende contano sui fornitori di servizi che possano aiutarli ad adattarsi a questo nuovo paradigma lavorativo.

Acronis comprende le sfide che i fornitori di servizi devono affrontare per fornire un ambiente di collaborazione sicuro per i lavoratori da remoto al di fuori delle reti aziendali e offre una soluzione che può essere implementata a costo zero. I fornitori di servizi possono soddisfare le esigenze dei propri clienti senza affrontare ulteriori oneri finanziari o aumentare i loro costi operativi.

Inoltre, Acronis offre video di formazione e documentazione per aiutare a formare i propri clienti e i loro utenti finali affinché possano iniziare da subito a sfruttare tutte le potenzialità delle soluzioni Acronis.

Il mondo è cambiato radicalmente nelle ultime settimane e tutti stiamo cercando di reagire alla pandemia di COVID-19. Mentre le aziende si adeguano alla nuova normalità,  Acronis vuole rassicurare i propri partner sul fatto che siamo qui per supportarli ”, ha affermato Gaidar Magdanurov, Chief Cyber ??Officer e COO di Acronis. “Come società di protezione informatica, crediamo fermamente nella protezione di tutti i dati, applicazioni e sistemi in ogni momento. Comprendiamo le sfide dei nostri partner e dei fornitori di servizi – fornendo un ambiente di collaborazione sicuro per i loro clienti – e siamo in grado di supportarli in questo momento consentendo loro di abilitare il lavoro remoto per i loro clienti senza costi aggiuntivi“.

0 159

Lo smart working, o lavoro agile, è termine ben noto e con l’esplosione del Coronavirus esso è però prepotentemente entrato nel dibattito collettivo, quasi al pari delle scorte di mascherina o amuchina andate esaurite.

Per semplificare un aspetto che presenta, lati anche complessi se rapportati alla qualità del lavoro, bisogna inevitabilmente passare dalla direttiva ufficiale emanata dal ministero dal Dipartimento della Funzione Pubblica, a firma della Ministra Fabiana Dadone.

La direttiva spinge sul lavoro agile in favore del personale complessivamente inteso e sul lavoro flessibile con un occhio di riguardo per i dipendenti delle PA affetti da patologie pregresse, che usano i trasporti pubblici o che hanno carichi familiari ulteriori connessi alle eventuali chiusure di asili e scuole dell’infanzia. La direttiva introduce, per questo momento di emergenza, una preferenza per riunioni, convegni e momenti formativi svolti con modalità telematiche che possono sostituire anche gran parte delle missioni nazionali e internazionali, escluse quelle strettamente indispensabili.

E se lo smart working – come da decreto legge approvato nelle scorse ore – diventa  applicabile “in via automatica” fino al 15 marzo nelle regioni interessate dai contagi, per il resto d’Italia il faro-guida è rappresentato dai suggerimenti proposti dalla direttiva-Dadone.

I numeri dello smart working in Italia

Secondo i dati più recenti di Eurostat, i lavoratori dipendenti italiani potenzialmente occupabili nello smart working (manager e quadri, professionisti, tecnici e impiegati d’ufficio) sono 8 milioni 359 mila. Se a un terzo di questi fosse concessa la possibilità di lavorare saltuariamente o stabilmente in modalità “agile”, si raggiungerebbero i 2 milioni 758 mila. Questa modalità di lavoro è largamente diffusa in Europa, ma ancora molto poco in Italia. Sempre secondo tali dati nel 2018 l’11,6% dei lavoratori europei alle dipendenze d’imprese o organizzazioni pubbliche praticava smart working, lavorando da casa saltuariamente (8,7%) o stabilmente (2,9%), grazie alle opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie.

In Italia la percentuale si ferma al 2% (solo 354 mila lavoratori dipendenti), risultando non solo la più bassa d’Europa (poco sopra Cipro e Montenegro), ma anche la più distante da Paesi come Regno Unito (20,2%), Francia (16,6%) o Germania (8,6%). Per non parlare di quelli del Nord Europa, dove la quota di lavoratori che possono lavorare da casa anche con flessibilità oraria sale al 31% in Svezia e Olanda, 27% circa in Islanda e Lussemburgo, 25% in Danimarca e Finlandia.

I vantaggi

Senza concentrarsi sui possibili ritorni in termini di mera “qualità di vita” per i dipendenti, le analisi che operano un focus su aspetti puramente economici o di performance sono tutte concordi nel considerare lo smart working una soluzione particolarmente vantaggiosa, anche se ancora poco sfruttata, soprattutto nel nostro paese.  Secondo i dati di Variazioni, società di work-life balance e change management, un’organizzazione smart di poco più di 3 giorni al mese, su un’azienda di almeno 100 dipendenti, può far risparmiare all’azienda oltre 200 mila euro all’anno tra buoni pasto, indennità di trasferta e altro. Un guadagno non indifferente per il datore di lavoro, che vede al di là della soddisfazione del proprio lavoratore anche un maggior attaccamento di quest’ultimo verso l’azienda. Più del 95% dei dirigenti, ad esempio, ha dichiarato che la produttività aumenta e che tutti gli obiettivi sono stati raggiunti dai lavoratori smart, mentre l’81% dei lavoratori ha dichiarato che aumenta la concentrazione e il lavoro di team diventa più efficiente

Ma oltre a benefici qualitativi anche il lavoratore ottiene dal lavoro agile un guadagno economico che ammonta a una busta paga l’anno, circa 1.300 euro per gestire la propria presenza sul posto di lavoro, oltre al fatto che eviterebbe tutti i rischi legati al commuting (pendolarismo) casa-lavoro. Il risparmio lo si misura anche in termini chilometrici: circa 62 sono i chilometri al giorno risparmiati da un lavoratore per gli spostamenti, 2.400 chilometri all’anno, oltre ad evitare un impatto ambientale di 270 chili di CO2 nell’aria, equivalente a 18 alberi per ciascun smart worker.

Gli errori da evitare

Quando si sceglie una soluzione di smart working ci sono 3 errori comuni, secondo gli esperti di It e Ict, che rischiano di inficiare benefici ed efficacia del sistema.

  1. Il primo è quello di scegliere una soluzione troppo complessa da installare, mantenere e soprattutto da usare. Soluzioni “pesanti” per gli hardware e con interfacce complicate demotivano il lavoratore in partenza. Il sistema da scegliere deve invece essere “user-friendly”, avere un’interfaccia a prova di utente “analogico”. È fondamentale che la soluzione sia intuitiva e facile da usare”, osserva Steve Osler, CEO di Wildix.
  2. Il secondo errore è quello di utilizzare strumenti non professionali. Poter collaborare bene anche in smart working è fondamentale. E nell’ambito della comunicazione da remoto, per esempio, la scelta di un device audio professionale, certificato per le principali piattaforme di Unified Communication, rappresenta un acceleratore della produttività.  Meno interruzioni e più efficienza per i lavoratori”, dichiara Luca Barbarossa, Regional Product Marketing Manager, Emea South di Jabra.
  3. Un altro errore, infine, è quello di adottare un sistema che non comunica perfettamente con i software gestionali dall’azienda. La corretta integrazione permette di risparmiare fino a due ore al giorno in operazioni quotidiane come inserire contatti, cercarli in rubrica, etc.”, osserva Osler.

L’ultimo punto, in particolare, è quello su cui insistono maggiormente le società specializzate in cyber protection, come Acronis. Al di fuori del network aziendale, i dispositivi sono facilmente soggetti agli attacchi di terze parti e di criminali informatici. Attaccare questi endpoint non tutelati può rivelare ai criminali informatici le credenziali di accesso del dipendente, creando così ai medesimi un varco per accedere al sistema delle società o persino per utilizzare il virus informatico per bloccare i dati aziendali.

Smart working significa lavoro flessibile indipendentemente dal luogo in cui ci si trova”. – afferma Steve Osler, CEO di Wildix ed esperto in tecnologie per il lavoro agile – “Da casa o dalla spiaggia, il lavoratore deve essere in grado di chiamare, chattare, condividere documenti e avviare videoconferenze così come fosse in ufficio. Non cambiano le azioni, cambia solo il luogo di lavoro. Ciò a patto di scegliere gli strumenti tecnologici per realizzare tutto questo in totale sicurezza. Lo smart working è considerato anche il più efficace incentivo non economico quando si tratta di attrarre e trattenere talenti. E la soddisfazione dei dipendenti che lavorano da remoto cresce, perché con più flessibilità è più facile gestire lavoro e famiglia”.

“Nel momento in cui il lavoro non é più un luogo verso cui recarsi, ma qualche cosa da fare, risulta di estrema importanza la possibilità di utilizzare strumenti di comunicazione professionali, che rispondano a esigenze moderne e che risolvano gli impedimenti che ci separano dal raggiungimento degli obiettivi di produttività.  È essenziale poter contare su tecnologie e prodotti che permettano, allo stesso tempo, di potersi concentrare, isolandosi dai rumori esterni, di poter collaborare e comunicare con colleghi, clienti e fornitori, in modo chiaro e immediato, e, non meno importante, di poter fare tutto ciò in modo semplice e flessibile.  Quest’ultimo aspetto prende in profonda considerazione la compatibilità e l’integrazione dei dispositivi di comunicazione all’interno del sistema, che si alimenta sull’interazione di apparecchiature e software di diversa provenienza”, conclude Luca Barbarossa.

0 168

Mentre le autorità di tutto il mondo lavorano per contenere il coronavirus e cercano di impedirne la diffusione, le restrizioni ai viaggi messe in atto stanno inducendo molte società a ripensare alle strategie e modalità lavorative. Anziché recarsi in una regione in cui il loro volo di ritorno potrebbe essere a rischio di essere messo in quarantena, molte imprese si rivolgono alla videoconferenza, alla sincronizzazione e alla condivisione dei file e ad altre soluzioni di lavoro a distanza.

In Cina, dove è iniziata la malattia e dove le politiche di lavoro a distanza sono storicamente deboli, lo strumento di collaborazione remota Zoom ha visto un aumento del 15% dei download per singolo giorno.

Il lavoro a distanza può sicuramente giovare a un’azienda, incoraggiando una maggiore collaborazione e condivisione delle conoscenze. Ecco perché la sua adozione è cresciuta significativamente negli ultimi anni. Infatti, il mercato globale della sincronizzazione e condivisione dei file aziendali dovrebbe raggiungere 24,4 miliardi di dollari entro il 2027, rispetto ai 3,4 miliardi del 2018.

Tuttavia, una soluzione sbagliata può mettere a rischio le imprese se queste non affrontano il tema della sicurezza e della privacy dei dati. Per contrastare questa situazione, le aziende devono implementare la sincronizzazione sicura dei file e condividere le tecnologie in modo che i dipendenti possano lavorare da casa e al contempo accedere e trasferire i dati in modo sicuro e protetto.

Cos’è la tecnologia di sincronizzazione e condivisione dei file?

La tecnologia di sincronizzazione e condivisione dei file è progettata pensando al moderno panorama professionale; uno scenario in cui la forza lavoro si affida a più dispositivi e alla flessibilità della posizione per massimizzare la produttività. Questa tecnologia offre alle società il potere di condividere i file su più dispositivi e con più persone utilizzando la sincronizzazione e archiviando i documenti in un deposito di dati affidabile, al quale i dipendenti possono accedere da remoto e da qualsiasi dispositivo.

Rischi per la sicurezza associati al lavoro a distanza

Storicamente, le politiche di lavoro a distanza sono sempre state un argomento delicato per le imprese. Mentre alcuni datori di lavoro temono che il lavoro a distanza crei un calo delle prestazioni dei dipendenti, oggi la preoccupazione maggiore è  – in realtà – quella di mettere in sicurezza i fondamentali dati proprietari su cui fanno affidamento le moderne organizzazioni.

Per ciò che concerne la rete aziendale, i team IT possono facilmente proteggere i dispositivi dei professionisti, ma ciò diventa molto più difficile da fare quando un dipendente accede al sistema dall’esterno della rete.

Al di fuori della rete aziendale, i dispositivi sono facilmente soggetti agli attacchi di terze parti e di criminali informatici. Attaccare questi endpoint non tutelati può rivelare ai criminali informatici le credenziali di accesso del dipendente, creando così ai medesimi un varco per accedere al sistema delle società o persino per utilizzare il virus informatico per bloccare i dati aziendali. Cosa che è accaduta al servizio NextCloud lo scorso autunno.

Vantaggi della sincronizzazione e condivisione sicura dei file

Le soluzioni create per garantire la sincronizzazione e la condivisione sicura dei file offrono alle società la flessibilità necessaria per consentire la collaborazione e la produttività dei dipendenti, garantendo al contempo al reparto IT il controllo sulla protezione dei dati aziendali. Ecco alcuni dei modi in cui la sincronizzazione sicura dei file e la condivisione della tecnologia proteggono e rafforzano le imprese:

  • Condivisione sicura dei file – È risaputo che quando non viene fornita una soluzione di sincronizzazione e condivisione dei file, i dipendenti ricorrono spesso all’uso dei propri dispositivi e strumenti personali. Operando al di fuori del controllo dei dipartimenti IT, questi sono intrinsecamente poco sicuri e mettono a rischio i dati sensibili dell’azienda. Con la sincronizzazione e la condivisione sicura, invece, i dipendenti possono facilmente accedere ai file aziendali mentre l’IT mantiene la privacy e la sicurezza dei dati.
  • Accesso facile, in qualsiasi momento ­– Oggi molte organizzazioni iniziano a vedere la giornata lavorativa in modalità meno standardizzata (con orari di entrata e uscita) e hanno adottato un formato che supporta i vari programmi e stili di vita dei propri dipendenti. Con la sincronizzazione e la condivisione sicura dei file, i dipendenti non sono più vincolati a un singolo dispositivo aziendale per essere produttivi.
  • Prevenzione della perdita di dati e ripristino di emergenza – Quando i dati aziendali sono archiviati centralmente, sono meglio protetti dal rischio di perdite di dati causati, ad esempio, da un attacco informatico, un errore del dipendente o un dispositivo smarrito o rubato. Con una soluzione di sincronizzazione e condivisione dei file, i dati aziendali sensibili vengono mantenuti in sicurezza e protetti.
  • Agile collaborazione – I servizi di sincronizzazione e condivisione dei file si stanno adattando non solo per proteggere i dati dell’azienda, ma anche per favorire la collaborazione da remoto dei dipendenti. Gli strumenti di sincronizzazione e condivisione oggi forniscono agli utenti quanto necessario per visualizzare in anteprima e modificare i file nel browser, cercare e trovare documenti e versioni specifiche. In questo modo tutti i dipendenti possono essere operativi sulla stessa versione di un documento.

Considerazioni finale

Mentre le emergenze globali come l’epidemia di coronavirus possono evidenziare i vantaggi di una politica di lavoro a distanza, l’uso di strumenti di collaborazione efficaci e sicuri dovrebbe essere inteso come parte di una più ampia riflessione. Man mano che un numero crescente di organizzazioni adotta politiche di lavoro da remoto, i team IT e i Managed Service Provider (MSP) che forniscono assistenza a queste aziende dovrebbero adottare le soluzioni di sincronizzazione e condivisione dei file.

Per aiutare le società a introdurre criteri di lavoro da remoto in modo sicuro, i MSP possono offrire ai propri clienti business Acronis Cyber ??Files Cloud, una soluzione di sincronizzazione e condivisione dei file sicura che include crittografia end-to-end, controlli utente e sequenze cronologiche di informazioni.

Allo stesso modo, le organizzazioni che non fanno affidamento su un MSP possono scegliere Acronis Cyber ??Files Advanced, una soluzione di condivisione dei file facile, completa e sicura che rende gli utenti più produttivi e offre all’IT il controllo completo sui contenuti per garantire sicurezza, mantenere la conformità e abilitare la politica aziendale BYOD (Bring Your Own Device).

0 208

Oggi in tutto il mondo si celebra il SAFER INTERNET DAY, per promuovere un uso più sicuro e responsabile della tecnologia online. In questo periodo, mai come prima, infatti, i rischi per i nostri dati e contenuti digitali sono elevatissimi e i cosiddetti cybercriminali spesso fanno leva sulle nostre debolezze o sui temi più scottanti del momento. Non potevano, quindi, mancare le minacce derivanti dalla diffusione di informazioni – via email, SMS o messaggi di chat – su come proteggersi dal famigerato CoronaVirus, ma che in realtà contengono malware con collegamenti Web o allegati pericolosi, non certo per la nostra salute, ma per i nostri dati.

La nuova forma di phishing appena riscontrata si presenta sotto forma di lettera a firma del rettore dell’Università degli Studi di Milano. Il mittente della mail è però dell’Ateneo di Bologna (con ogni probabilità compromesso) che la invia a tappeto a una moltitudine di indirizzi email tra cui gli stessi dell’Università Statale di Milano. L’email dei primi casi intercettati oggi ha come oggetto ‘Aggiornamento sul romanzo Coronavirus(2019-nCov)’ e ha come obiettivo primario quello di fare aprire ai destinatari un allegato word con contenuti di approfondimento. Una volta selezionato il file, gli hacker indirizzano il malcapitato utente a una finestra che invita ad avvalersi di un lettore PDF di Microsoft. Quando si clicca poi su questa schermata, si atterra sul sito di phishing reale, che sembra persino autorizzato dalla stessa Microsoft di cui ne riporta il logo: quando l’utente clicca su “Download File”, si apre il modulo di richiesta di credenziali – in questo caso degli account dell’Università -, che rappresentano cioè l’obiettivo finale degli autori di questa forma di campagna phishing.

Quando un’e-mail o un messaggio di testo raggiunge il nostro cellulare o laptop con le promesse d’informazioni, videoclip o foto su un argomento così significativo che attira l’attenzione, il rischio di mettere da parte la tradizionale diffidenza e eseguire il fatale clic è elevato.

In tal caso, la prima cosa che contraiamo a breve è un’infezione da ransomware che presto ha crittografato tutti i nostri dati, applicazioni e sistemi; e che tutto questo si sta diffondendo nei sistemi della società per la quale lavoriamo (se si tratta di dispositivi che utilizziamo anche per lavoro).

Questo cinico sfruttamento di un’emergenza sanitaria globale fornisce un utile promemoria: ci sono “avvoltoi” dappertutto che scansionano sempre l’orizzonte per individuare la vittima e “banchettare”. Ecco, quindi, alcuni consigli di Acronis, leader nella cyber protection, per evitare di diventare vittime di questa situazione.

Come evitare le truffe di phishing in tre passaggi

  1. Diffidare delle comunicazioni di persone che non conosciamo

Oggi è una pratica sempre più impegnativa. Molte persone devono elaborare migliaia di messaggi nel corso dell’attività quotidiana, e sia la pressione del tempo, che la fatica possono contribuire ad abbassare la soglia di sicurezza. Quel che è peggio, poi, è che i truffatori specializzati in phishing stanno migliorando nel creare email dall’aspetto affidabile, e sempre più con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale. Spesso prendendo di mira individui specifici con dettagli estrapolati dai social media e altre fonti online. Come regola generale, se l’oggetto del messaggio di posta elettronica tocca un problema che ci interessa molto o che ci disturba, l’allerta deve essere massima. I criminali informatici sanno che toccando le nostre corde emotive aumentano le possibilità di un’operazione di phishing ben riuscita.

  1. Attuare un programma di formazione sulla consapevolezza della cyber security

Se si ha un ruolo di gestione dei rischi nella propria impresa – sia esso nel settore legale, IT, o della sicurezza – un’ottima idea è quella di organizzare un programma di formazione sulla consapevolezza della cyber security. Un passaggio tipico di questa scelta è l’invio di email phishing – ma innocue – ai dipendenti. Chiunque cada nella trappola dando un follow-up viene invitato a essere più prudente. Altre chiavi del programma riguardano aggiornamenti sulle politiche di sicurezza e conformità nel settore IT della società, suggerimenti su comportamenti di navigazione online più sicuri, e così via. Questi possono essere passaggi realmente preziosi, dal momento che quasi tutti hanno bisogno di un promemoria di aggiornamento riguardo alla sicurezza e su cosa fare o no.

  1. Adottare un’adeguata protezione informatica

Infine, bisogna considerare di aggiornare lo status di backup tradizionale nei dispositivi aziendali con un’adeguata cyber protection: una combinazione di protezione dei dati e sicurezza informatica con anti-malware per dispositivi endpoint, vale a dire i potenziali punti di ingresso per le minacce alla IT security. Questo fornirà alla società una rete di sicurezza contro i più distruttivi e pervasivi tipi di malware che comunemente usano il phishing come vettore di attacco (la maggior parte, in particolare, sono ransomware). Se mai qualcuno dovesse cadere nel tranello del phishing – sia l’oggetto il coronavirus o no – queste misure difensive possono salvare un’impresa da costose perdite di dati e tempi lunghi di inattività.

In tema, Acronis può far valere il proprio collaudato know how. Per maggiori informazioni su Acronis Security Services, incluso il training Acronis Acronis Security Awareness, si può visitare questo link.  Ulteriori informazioni su Acronis Cyber Backup con Acronis Active Protection integrato abilitato per IA, sono invece disponibili a questo link.

0 325

Acronis, leader globale della cyber protection, ha annunciato oggi la partnership pluriennale con il Liverpool Football Club: l’azienda diventa il partner ufficiale della squadra per le esigenze di backup e archiviazione digitale.

Secondo l’accordo di partnership, Acronis fornirà al Liverpool FC soluzioni innovative per il backup digitale e il cloud, destinate ai dati, alle applicazioni e ai sistemi della squadra. Acronis offre al team inglese l’opportunità di integrare i cinque vettori SAPAS della cyber protection: salvaguardia, accessibilità, privacy, autenticità e sicurezza, per garantire una gestione efficiente dei carichi di lavoro.

L’annuncio è stato diffuso durante l’Acronis #CyberFit Day, un evento che si è tenuto presso la sede del Liverpool il 19 dicembre 2019. All’evento sono intervenuti Billy Hogan, direttore commerciale del Liverpool, Enrico Tizzano, vicepresidente senior del team Technology and Transformation e Serguei Beloussov, fondatore e CEO di Acronis. Anche Ian Rush, leggenda del Liverpool, ha fatto una fugace apparizione all’evento.

Tizzano ha apertamente manifestato il suo ottimismo rispetto all’obiettivo della partnership, la trasformazione digitale del club. “Puntiamo costantemente a migliorare il modo in cui archiviamo e condividiamo i file e le informazioni strategiche; per questo non vediamo l’ora di avviare la collaborazione con Acronis. Questo nostro nuovo partner ufficiale offrirà una soluzione per ogni esigenza di backup e archiviazione globale della squadra. I dati hanno assunto oggi un valore straordinario: archiviare e accedere in modo sicuro ed efficiente a queste informazioni è funzionale al modo in cui operiamo, come azienda e come squadra calcistica.”

“Lavorare in stretta collaborazione con Acronis è un privilegio che non vediamo l’ora di sfruttare: la sua esperienza e l’innovazione nelle tecniche di backup e archiviazione dei dati ci permetteranno di gestire al meglio le nostre esigenze di utilizzo dei dati, dalla quantità di informazioni che usiamo, alla rapidità di consumo e condivisione, alla capacità di fare tutto questo da varie posizioni.”

Acronis ha già sottoscritto diverse partnership in ambito sportivo, con squadre di calcio, baseball e scuderie di Formula Uno. Fa parte della Fenway Sports Group, società sportiva americana e casa madre dei Boston Red Sox e della scuderia automobilistica Roush Fenway Racing.

Acronis aiuta questi team a diventare #CyberFit offrendo loro soluzioni di protezione informatica facili, efficienti e sicure per i carichi di lavoro dei dati mission-critical. I prodotti offerti sono progettati per la protezione a 360° di tutti i dati, le applicazioni e i sistemi, e miglioreranno significativamente l’efficienza con cui i club gestiscono queste risorse.

“A questi livelli di competizione, i dati sono un asset strategico. La tecnologia Acronis è perfetta per aiutare le organizzazioni che operano in ambienti ad alta pressione e con un consumo intensivo dei dati digitali. Siamo orgogliosi della partnership con questa squadra leggendaria, certi che la collaborazione futura sarà vantaggiosa per entrambe le parti”, ha affermato Serguei Beloussov, Fondatore e CEO di Acronis.