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World Backup Day

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Acronis, leader globale della cyber protection, a partire da oggi, World Backup Day, celebra la settimana mondiale della protezione informatica rivelando che il 42% delle aziende nel 2019 ha subito un evento di perdita di dati che ha provocato tempi di inattività. Questo numero elevato è probabilmente causato dal fatto che mentre circa il 90% dei responsabili aziendali esegue correttamente le operazioni di backup, solo il 41% lo fa ogni giorno, lasciando molte aziende con lacune nei dati disponibili per il recupero.

I risultati della ricerca World Cyber Protection Week di Acronis illustrano proprio questa nuova realtà che le strategie e le soluzioni tradizionali per la protezione dei dati non sono più in grado di gestire al meglio. Ecco perché Acronis ha esteso la Giornata mondiale del backup – celebrata ogni 31 marzo – alla Settimana mondiale della protezione informatica.

Il sondaggio annuale, a cui hanno partecipato quest’anno quasi 3.000 persone, misura le abitudini di protezione degli utenti di tutto il mondo. I risultati hanno evidenziato che mentre il 91% delle persone esegue il backup di dati e dispositivi, il 68% perde ancora i dati a causa di eliminazione accidentale, guasti hardware o software o backup obsoleti.

Inoltre, l’85% delle aziende non esegue il backup più volte al giorno, solo il 15% dichiara di farlo, il 26% lo fa una volta al giorno, il 28% settimanalmente, il 20% ogni mese e il 10% non esegue alcun backup, il che può comportare la perdita di dati senza possibilità di recupero completo.

Di quegli utenti professionali che non eseguono backup, quasi il 50% ritiene che i backup non siano necessari. Una convinzione che l’indagine contraddice: il 42% delle aziende ha segnalato una perdita di dati con conseguente inattività quest’anno e il 41% riferisce di perdere produttività o denaro a causa dell’inaccessibilità dei dati. Inoltre, solo il 17% degli utenti finali e il 20% dei professionisti IT seguono le migliori pratiche, utilizzando backup ibridi su supporti locali e nel cloud.

Questi risultati sottolineano l’importanza di implementare una strategia di protezione informatica che includa il backup dei dati più volte al giorno e la pratica della regola di backup 3-2-1: creare tre copie dei dati (una copia primaria e due backup), archiviare le copie in almeno due tipi di supporti e una di queste copie archiviarla in remoto o nel cloud.

“Gli utenti finali e le aziende continuano a soffrire di perdite di dati e attacchi informatici. Tutto ciò che ci circonda sta rapidamente diventando dipendente dal digitale ed è ora che tutti prendano sul serio la protezione informatica “, ha commentato Gaidar Magdanurov, Chief Cyber ??Officer di Acronis. “La protezione informatica nel mondo digitale diventa il quinto bisogno umano fondamentale, specialmente durante questo periodo senza precedenti in cui molte persone devono lavorare in remoto e utilizzare reti domestiche meno sicure. È fondamentale implementare in modo proattivo una strategia di protezione informatica che garantisca la sicurezza, l’accessibilità, la privacy, l’autenticità e la sicurezza di tutti i dati, applicazioni e sistemi, sia che si tratti di utenti finali, di professionisti IT o di fornitori di servizi IT.”

Cyber ??Protection: come cambia il gioco

Con l’aumento degli attacchi informatici, il backup tradizionale non è più sufficiente per proteggere dati, applicazioni e sistemi, e rischia di essere particolarmente pericoloso quando si tratta di business. I criminali informatici prendono di mira il software di backup con ransomware e provano a modificare i file di backup, il che aumenta la necessità di verifica dell’autenticità durante il ripristino dei carichi di lavoro.

Ha senso, quindi, che il sondaggio abbia indicato un livello universalmente elevato di preoccupazione per le minacce informatiche come i ransomware. L’88% dei professionisti IT ha espresso preoccupazione per questo tipo di minaccia, l’86% è preoccupato per il cryptojacking, l’87% per attacchi di ingegneria sociale come il phishing e il 91% per le violazioni dei dati. Tra gli utenti finali, la consapevolezza e la preoccupazione riguardo a tutti e quattro questi tipi di minacce sono quasi altrettanto elevate. E rispetto al sondaggio di Acronis del 2019, la preoccupazione per le minacce informatiche è aumentata del 33%.

Il sondaggio ha anche rivelato una mancanza di conoscenza della gestione dei dati, evidenziando la grande necessità di soluzioni di protezione informatica con maggiore visibilità e analisi. I risultati sorprendenti indicano che il 30% degli utenti finali e il 12% dei professionisti IT non saprebbero dire se i loro dati sono stati modificati in modo imprevisto, mentre il 30% non saprebbe dire se la sua soluzione anti-malware blocca le minacce zero-day. Inoltre, il 9% delle aziende ha dichiarato di non sapere se si sono verificati tempi di inattività a causa della perdita di dati quest’anno.

Per garantire una protezione completa, i backup sicuri devono far parte dell’approccio globale di protezione informatica do ogni azienda, e questo deve includere protezione da ransomware, disaster recovery, sicurezza informatica e strumenti di gestione. Questo approccio profondamente integrato affronta anche i vettori di Cyber ??Protection, offrendo sicurezza, accessibilità, privacy, autenticità e (SAPAS) per tutti i dati, applicazioni e sistemi.

Raccomandazioni per la Settimana mondiale della protezione informatica

Che si sia preoccupati per i file personali o per la continuità aziendale dell’azienda, Acronis ha cinque semplici consigli da seguire:

  • Creare sempre backup di dati importanti. Conserva più copie del backup sia localmente (per ripristini rapidi e frequenti) sia nel cloud (per garantire che tu abbia tutto in caso di incendio, alluvione o disastro che colpisca le tue strutture).
  • Assicurarsi che i sistemi operativi e le applicazioni siano aggiornati. Affidarsi a sistemi operativi o app obsoleti significa privarsi di correzioni di bug e di patch di sicurezza che aiutano a impedire ai criminali informatici di accedere ai sistemi.
  • Fare attenzione alle e-mail, ai collegamenti e agli allegati sospetti. La maggior parte delle infezioni da virus e ransomware sono il risultato di tecniche di social engineering che inducono gli individui ad aprire allegati di posta elettronica infetti o a fare clic su collegamenti a siti Web che ospitano malware.
  • Installare software anti-virus, anti-malware e anti-ransomware abilitando gli aggiornamenti automatici in modo che il sistema sia protetto dai malware, con il miglior e più aggiornato software.
  • Prendere in considerazione l’implementazione di uno strumento di protezione informatica integrata che combini backup, anti-ransomware, antivirus, valutazione delle vulnerabilità e gestione delle patch in un’unica soluzione, per una maggiore facilità d’uso, efficienza e affidabilità.

Scopri qui come proteggere al meglio i tuoi dati: https://www.acronis.com/en-us/blog/posts/celebrating-final-world-backup-day

 

Perdere dati o file importanti del proprio PC o del notebook aziendale è molto fastidioso e i rischi che questo accada sono in aumento soprattutto a causa del crescente numero di attacchi ransomware. Tutto ciò rende ancora più importante fare backup regolari. In occasione del World Backup Day, giornata che si celebra ogni 31 marzo, Toshiba Electronics Europe ha stilato 5 pratici suggerimenti per imparare a fare backup sicuri e nella maniera più corretta:

  1. Pulizie di primavera – Prima di ogni backup è importante fare una pulizia accurata, il che significa liberare il computer da dati inutili o obsoleti rimuovendo le applicazioni inutilizzate, i file inattivi o frammentati e quelli temporanei. Anche la cronologia dei download e i cookie deve essere cancellata. Questa semplice operazione consente di aumentare lo spazio di memoria disponibile, ma anche di semplificare e velocizzare il processo di backup.
  2. Strategia di backup – È importante definire una strategia di backup. In primis bisogna scegliere quali saranno i file da backuppare e con quale frequenza si vuole eseguire il backup. Ulteriori decisioni riguardano la scelta delle directory di archiviazione e dei supporti di memorizzazione, come ad esempio l’uso di hard disk esterni o di un backup nel cloud. A tal proposito può essere utile anche l’impostazione di backup automatico con tempi e intervalli definiti dall’utente.
  3. Backup completo vs backup incrementale – Chi utilizza il PC dovrebbe fare periodicamente un backup completo. In seguito si dovrebbe procedere a backup incrementali regolari in cui, in pratica, vengono memorizzati solo i dati che sono cambiati o che sono stati aggiornati rispetto all’ultimo backup completo.
  4. Applicazione del principio 3-2-1 – In generale, il backup dei dati deve essere effettuato secondo il principio 3-2-1. Gli utenti dovrebbero fare tre copie utilizzando due diversi supporti di memorizzazione, come un hard disk esterno e un’unità a nastro, e memorizzare la terza versione di backup esternamente, “off-site”, ad esempio nel cloud.
  5. Recupero dei dati – Infine, il tema del disaster recovery dovrebbe essere affrontato anche chiarendo come i dati memorizzati in un backup possano essere ripristinati in caso di perdita di dati sul computer. La soluzione di ripristino dovrebbe offrire ampia flessibilità e supportare il recupero di singoli file, intere cartelle o di un intero sistema. Dovrebbe rendere possibile anche il ripristino dei dati su un altro dispositivo di memorizzazione.

In commercio sono disponibili diverse soluzioni di backup e di recovery progettate per una grande varietà di esigenze. Quando si sceglie una soluzione, è importante assicurarsi che il prodotto offra una qualità comprovata e sia in grado di soddisfare le necessità individuali. Ad esempio, è necessario verificare la compatibilità con il proprio computer e la disponibilità delle caratteristiche del software desiderato.

Toshiba offre diverse serie di hard disk esterni che includono software di backup e protezione con password per prevenire l’accesso non autorizzato ai dati importanti. La gamma di prodotti comprende gli hard disk portatili Canvio Advance, Canvio Alu, Canvio Premium, Canvio Slim e Canvio for Desktop.

Per avere una panoramica completa delle soluzioni HDD Toshiba è possibile visitare il sito: https://www.toshiba-storage.com.

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Ogni anno al mondo vengono generati circa 1,8 zettabyte di file (fonte Icd Digital Universe). Questa mole di dati, personali o lavorativi, è soggetta ai rischi più comuni della sicurezza informatica: furti, virus, attacchi strutturali alla memoria fisica dove sono salvati. Con l’avvicinarsi del “World Backup Day” del 31 Marzo, Panda Security intende fare il punto su alcune procedure di backup e al contempo spronare gli utenti ad eseguire questa semplice operazione che purtroppo troppo spesso viene ignorata.

Il processo di backup è uno dei pilastri della sicurezza informatica, ed è bene chiarire che è necessario avere   più copie di dati salvate su ubicazioni diverse. La diversificazione dei salvataggi è la misura di sicurezza più efficace contro gli attacchi ransomware.

È possibile distinguere tre tipologie di backup del PC:

  • Backup dei dati su hard disk esterno

Con Windows è possibile fare una copia di backup dei dati presenti sul computer e salvarli su un’unità esterna, un hard disk portatile o una chiavetta USB. In caso di un attacco ransomware o di danneggiamento del sistema a causa di un malware, potremo reinstallare il sistema operativo e recuperare tutti i dati dalla nostra copia di backup.

Il principale limite di questa soluzione è la lentezza del trasferimento dati, per cui fare il backup periodico diventa poco pratico per chi ha molti GB di dati. Inoltre, è necessario un’unità esterna che è soggetta ad un logoramento o può essere smarrita, soprattutto nel caso delle chiavette USB.

  • Backup nel cloud

Oltre a salvare una copia di sicurezza su un’unità esterna, Panda Security consiglia di utilizzare un servizio di backup in cloud. In aggiunta ad una velocità di trasferimento notevole, il principale vantaggio è che i dati vengono frammentati e salvati su una rete di server sparsi per il mondo. In questo modo per un hacker è molto più difficile accedervi e la ridondanza dei dati è significativamente maggiore rispetto a quella ottenuta creando copie di backup su unità esterne.

Un passaggio preliminare di fondamentale importanza, per ognuna di queste modalità, è la scansione antivirus completa del sistema o dei file copiati. Se si copia un sistema infetto questo potrebbe risultare inutilizzabile o portatore del virus su altri dispositivi.

  • Clone del sistema

In aggiunta ai due metodi precedenti, è possibile usufruire di software che permettono di clonare il sistema. Il clone, a differenza della copia di backup, conterrà anche il sistema operativo e le relative impostazioni, richiedendo un tempo molto lungo ed uno spazio di archiviazione molto ampio.

Un metodo alternativo è la creazione di un punto di ripristino di Windows, ovvero un’immagine del sistema con le informazioni contenute nel computer in un momento dato. È un procedimento meno sicuro perché il punto di ripristino viene salvato sullo stesso hard disk interno del sistema operativo, per cui se il computer è danneggiato perde anche l’immagine di sistema creata.

Panda Security consiglia di non affidarsi ad un’unica procedura ma di utilizzare sia il backup periodico in cloud, sia su unità esterna.

L’obiettivo di aumentare la ridondanza dei dati è percorribile tramite il contemporaneo utilizzo di un servizio cloud che non richieda alcuna gestione da parte dell’utente –  il programma crea ed aggiorna una copia dei dati che si vuole preservare –  e di una copia su un supporto esterno. In questo modo l’utente avrà a disposizione tre copie dei dati (originale + cloud + memoria esterna).

Inoltre, Panda Security suggerisce di tenere periodicamente aggiornati entrambi i backup: per un uso soprattutto personale del computer è auspicabile impostare la sincronizzazione dati del cloud almeno una volta alla settimana.  Per le copie di sicurezza su unità esterne il processo è sicuramente più lungo e si scontra con la possibile pigrizia degli utenti. Il consiglio più importante è quello di non procrastinare molto la copia dei file: essendo più difficile da attaccare, si può ridurre la frequenza di salvataggio ad una ogni due settimane massimo su un supporto esterno, ma resta necessario per avere sempre copie aggiornate per ripristinare il computer in caso di attacchi informatici o guasti.

Buona sincronizzazione del backup da Panda Security!

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Cosa faresti se perdessi tutti i tuoi documenti, le email, i contatti dei clienti e le informazioni sensibili dei tuoi dipendenti? I casi di perdita o furto dei dati sono più frequenti di quanto si pensi! Proprio per questo, il 31 marzo si celebra il World Backup Day e, mai come in questa giornata, è importante prestare attenzione alla sicurezza informatica e alla protezione delle nostre informazioni online.

Le aziende, in particolare, non possono permettersi di trascurare le proprie strategie e policy di sicurezza e backup, poiché la perdita di file e informazioni sensibili può compromettere la produttività e generare costi elevati. È quindi essenziale ridurre al minimo i rischi, specialmente nello scenario attuale in cui gli attacchi informatici sono in aumento esponenziale e lo smart working è ormai all’ordine del giorno.

dynabook è in prima linea per difendere i propri utenti ovunque si trovino grazie all’adozione di un approccio “security by design” e all’offerta di soluzioni integrate come dynabook Mobile Zero Client (DMZC), l’innovativa soluzione cloud che rende disponibili i dati attraverso un’infrastruttura di virtual desktop, offrendo massimi livelli di sicurezza, mobilità e gestione.

Cyber attacchi sempre più mirati al furto dei dati

Il numero degli attacchi informatici perpetrati ai danni delle aziende è in crescita esponenziale, con minacce sempre nuove ed emergenti e, secondo gli ultimi dati degli Osservatori del Politecnico di Milano, nell’83% dei casi la prima finalità delle aggressioni sono le truffe come phishing e business email compromise[1] che mirano a impossessarsi dei dati aziendali. I principali obiettivi sono account di posta elettronica (91%) e social (68%), seguiti dai portali e-commerce (57%) e dai siti web (52%) e nel prossimo triennio, le imprese prevedono che gli hacker si concentreranno sui device mobili (57%) sfruttando le vulnerabilità del lavoro da remoto e della crescente mobilità dei professionisti nell’era digitale.

Questa rapida evoluzione delle modalità di attacco e di lavoro rende più complicato per le imprese italiane adattare le proprie strategie e i propri strumenti per contrastare e prevenire i rischi. Per proteggere dati e reti dagli hacker, i decision maker in ambito IT dovrebbero quindi aumentare gli investimenti in infrastrutture di sicurezza complete e più innovative, come la Cloud Security e la protezione in ambito Mobile e IoT.

Inoltre, poiché il fattore umano rappresenta un ulteriore aspetto di vulnerabilità e la prima linea di difesa aziendale, tra distrazione e scarsa consapevolezza dei dipendenti, sistemi IT obsoleti o eterogenei e aggiornamenti e patch non effettuati regolarmente, per minimizzare il rischio le imprese dovrebbero attuare piani concreti e costanti di formazione del personale.

Affidarsi al Cloud senza rinunciare alla sicurezza

dynabook sviluppa soluzioni business che garantiscono un elevato livello di sicurezza IT. dynabook Mobile Zero Client (DMZC) è, infatti, una soluzione cloud-based per desktop virtuali che offre un’elevata protezione a tutta la rete così come ai dipendenti e ai singoli dispositivi. I dati sono archiviati centralmente su cloud o server e scambiati digitalmente: non è più necessario salvarli sull’hard disk locale del notebook, eliminando così una potenziale superficie di attacco per gli hacker. DMZC supporta anche tutte le principali soluzioni VDI, come Citrix e VMware, semplificandone l’installazione e l’integrazione nelle infrastrutture IT già esistenti.

Questa soluzione offre numerosi vantaggi, tra cui bassi costi di installazione, maggiore sicurezza e ritorno dell’investimento più elevato, ma soprattutto garantisce la protezione contro i furti di dati: senza unità di archiviazione locale né supporto per unità USB, gli hacker non possono introdurre malware. L’autenticazione aggiuntiva di controllo dell’avvio permette, inoltre, di spegnere unità smarrite o rubate. Infine, con BIOS e interfaccia UEFI proprietari, dynabook dispone delle competenze necessarie per scrivere firmware sicuri per la soluzione DMZC e ridurre le funzionalità dei dispositivi per evitare rischi di sicurezza e consentire ai professionisti di lavorare anche in movimento e da remoto senza mai violare le policy aziendali.

Per le aziende effettuare backup regolari non è più sufficiente. Soprattutto oggi, con l’adozione capillare dello smart working e in un panorama di attacchi informatici in costante crescita, le organizzazioni devono mettere al primo posto la sicurezza dei propri asset, dei propri dipendenti e stakeholder. Ecco perché non possono prescindere dall’adottare una soluzione Zero Client”, commenta Massimo Arioli, Business Unit Director Italy, Dynabook Europe GmbH.

Che cosa accadrebbe se tutto ad un tratto il tuo computer smettesse di funzionare? E se il tuo smartphone venisse rubato? Che fine farebbero tutti i tuoi dati? Il 31 marzo si celebra il World Backup Day, ricorrenza simbolica per ricordare che la protezione dei dati è essenziale e chi, meglio di Kingston Technology Europe Co LLP, leader mondiale in soluzioni tecnologiche e prodotti storage, avrebbe potuto condurre un sondaggio per capire come ci comportiamo in fatto di back up e cosa significherebbe per noi la perdita di dati?

Nonostante studi statistici dimostrino che ogni minuto 113 telefoni cellulari vengono persi o rubati, per un totale di oltre 162,000 unità al giorno 1, e l’84% degli intervistati dichiari di aver perso i propri dati almeno una volta nella vita, il 55% dei rispondenti allo studio condotto da Kingston afferma di effettuare il backup dei propri dispositivi solo quando capita, mentre un disattento 13% non sa nemmeno di che cosa si stia parlando. Per fortuna, si salva un giudizioso 18% che dichiara di eseguire il backup almeno una volta al mese.

Percentuali curiose se consideriamo che il 47% dei rispondenti è unanime nell’affermare che all’interno dei propri device è custodito praticamente tutto della propria vita: ricordi, agenda, contatti, password, dati sensibili, ecc.. E che solo il 27% dichiara di aver salvato molto di quello che conta. Un irrilevante 2% sostiene di non avere informazioni importanti salvate sui dispositivi che utilizzano quotidianamente.

Non solo, il 39% dichiara che perdere i dati contenuti nei dispositivi mobili sarebbe “la fine del
mondo”, mentre il 35% riconosce nel misfatto un problema, ma comunque risolvibile, dopo il
disagio iniziale. C’è poi anche un 25% che se si dovesse svegliare la mattina e scoprire che i
propri device sono completamente vuoti, andrebbe totalmente nel panico!

Ma quali sono i dati che dispiacerebbe maggiormente perdere? Fotografie e video si
posizionano al primo posto (61%), seguiti da password e accessi ai vari siti e account (17%),
documenti vari (14%) e contatti della rubrica (8%).

A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa ci frena allora dall’effettuare le dovute
operazioni di salvataggio dei dati? Dall’indagine emerge che c’è ancora poca confidenza con le
operazioni di backup: il 41% si affida al proprio intuito, il 25% prova a portare a termine
l’operazione, ma non garantisce il risultato, e il 19% non saprebbe nemmeno da dove iniziare.
Solo il 15% eseguirebbe un backup ad occhi chiusi.

Non solo, dal sondaggio emerge che episodi in realtà frequenti come attacchi hacker,
smarrimento e manomissione di dispositivi, vengono percepiti come poco probabili. Le cause di
perdite dati più verosimili vengono invece attribuite a fattori quali furto e malfunzionamento
dell’hardware.

Gran parte dei nostri dati sono ormai digitali, e sempre più spesso ci affidiamo alla tecnologa
per svolgere operazioni di vita quotidiana. Non dobbiamo però sottovalutare il verificarsi di
episodi spiacevoli come furti, attacchi hacker, malfunzionamenti hardware o cancellazione più o
meno accidentali dei dati stessi”, ha dichiarato Stefania Prando, Business Development Manager
di Kingston Italia. “Per queste ragioni è fondamentale mettere i propri dati al sicuro, eseguendo
con regolarità il backup dei dispositivi. Kingston, leader di mercato per le soluzioni storage e da
sempre impegnata nel settore delle memorie, offre sistemi di backup flessibili e veloci adatte a
tutte le esigenze, non ci sono più scuse per sfuggire a questa pratica!”.

 

Il 31 marzo è World Backup Day e, proprio in questa giornata, è importante fare ancora più attenzione a sicurezza IT protezione dei dati. Le aziende non devono, infatti, trascurare le proprie strategie e policy di sicurezza e backup. La perdita di file e informazioni sensibili compromette la produttività, generando costi elevati; è quindi essenziale che le aziende riducano al minimo i possibili rischi di dei dati. Dal momento che in molti casi le copie di backup non sono sufficienti, Toshiba Client Solutions offre Toshiba Mobile Zero Client (TMZC), l’innovativa soluzione cloud che rende disponibili i dati attraverso un’infrastruttura di virtual desktop, offrendo massimi livelli di sicurezza, mobilità e gestione.

Gli attacchi informatici costano miliardi alle aziende

Sempre più attacchi informatici mirano a rubare i dati aziendali. Secondo una recente ricerca Kaspersky Lab, oltre la metà delle aziende italiane (55%) ha dichiarato di aver affrontato almeno un attacco informatico negli ultimi 24 mesi e le conseguenti problematiche per quanto riguarda le loro attività. Tra gli effetti più comuni, il 31% delle imprese ha subito un’interruzione dei servizi, il 18% ha avuto problemi con l’integrità dei dati, mentre il 15% ha denunciato la perdita dei dati stessi. Per proteggere dati e reti aziendali dagli attacchi hacker, i decision maker in ambito IT dovrebbero investire in infrastrutture di sicurezza complete. Non solo notebook protetti da password, ma soluzioni cloud per l’archiviazione delle informazioni, all’esterno del dispositivo.

Le soluzioni Cloud riducono le potenziali vulnerabilità

Per prevenire i danni, Toshiba sviluppa soluzioni per il settore business che garantiscono un elevato livello di sicurezza IT. Toshiba Mobile Zero Client (TMZC) è, infatti, una soluzione cloud-based per desktop virtuali che offre un’elevata protezione a tutta la rete così come ai dipendenti e ai singoli dispositivi. I dati sono archiviati centralmente su cloud o server e scambiati digitalmente: non è più necessario salvarli sull’hard disk locale del notebook, eliminando così una potenziale superficie di attacco per gli hacker. TMZC supporta anche tutte le principali soluzioni VDI, come Citrix e VMware, semplificandone l’installazione e l’integrazione nelle infrastrutture IT già esistenti.

Toshiba Mobile Zero Client utilizza Boot Control per l’autenticazione multi-fattore

Oltre al login personale, i processi di registrazione di TMZC prevengono gli accessi esterni. Il software del BIOS non solo avvia il dispositivo e ne effettua la registrazione sulla rete grazie all’autorizzazione di accesso. Inoltre, recupera il pacchetto crittografato “Big Core“, con cui la soluzione client viene eseguita sul dispositivo. In questo modo i dati sono accessibili dal cloud attraverso lo scambio con il server di “Virtual Desktop Infrastructure” (VDI). Questo significa che TMZV richiede uno sforzo minimo di client management, dal momento che il livello del sistema operativo è stato completamente eliminato.

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Con anticipo sulla giornata mondiale del backup che si celebra il 31 marzo, Acronis ha presentato oggi i dati del sondaggio globale commissionato per il World Backup Day 2019 per fare luce sulle abitudini globali di protezione dati degli utenti. Dall’indagine emerge che il 65,1% degli utenti intervistati o un membro della loro famiglia ha perso dati in seguito a un’eliminazione involontaria, un guasto o un problema software, con un aumento del 29,4% rispetto allo scorso anno.

Il sondaggio che Acronis commissiona per il World Backup Day rivela anche che quasi tutti gli utenti (92,7%) eseguono ormai il backup dei propri computer, con un aumento di oltre il 24,1% rispetto allo scorso anno, il più consistente su base annua.

“Questi due risultati possono apparire incompatibili a una prima lettura: come è possibile che sia aumentata la percentuale di dati persi se quasi tutti eseguono il backup?” si chiede James Slaby, Direttore Cyber Protection presso Acronis. “Spiegare il senso di queste cifre non è comunque complicato. Le persone utilizzano un numero maggiore di dispositivi e accedono ai propri dati da più posizioni rispetto a prima, moltiplicando così le opportunità di perdere i dati. A volte eseguono il backup del laptop, ma non quello dello smartphone che magari viene dimenticato in taxi causando così la perdita dei dati.”

Per l’indagine mondiale di Acronis sono stati intervistati non solo utenti consumer, ma anche – per la prima volta – di fascia business. Il numero crescente di CEO, CIO e altri dirigenti che hanno perso il proprio lavoro a seguito di violazioni dei dati, attacchi online ed errori procedurali dei team IT ha spinto Acronis ad integrare nel sondaggio domande sui loro timori e sulle procedure attuate in merito ai dati. L’aggiunta degli utenti business ha messo in evidenza numerose differenze sulle motivazioni e le modalità con cui utenti e aziende proteggono le proprie risorse digitali.

Solo il 7% degli utenti non adotta alcun metodo di protezione dei dati

Il numero di dispositivi usati dagli utenti è in costante aumento: oltre il 68,9% di utenti individuali riferisce di possedere tre o più dispositivi, inclusi computer, smartphone e tablet. È un aumento del 7,6% dal 2018.

Considerata la quantità dei dati usati e i racconti di coloro che hanno perso le proprie case a causa di incendi e inondazioni, e del volume di dati perduti in seguito ad attacchi ransomware e violazioni della sicurezza, l’incremento dei backup riferito testimonia l’esigenza di protezione dei dati da parte di quasi tutti gli utenti. Di fatto quest’anno solo il 7% ha dichiarato di non aver mai eseguito un backup, una percentuale che lo scorso anno era pari al 31,4%.

Dal sondaggio emerge anche il maggior valore attribuito dagli intervistati ai propri dati: il 69,9% riferisce l’intenzione di spendere oltre $50 per recuperare file, foto, video perduti. Lo scorso anno questa percentuale era inferiore al 15%.

Il 62,7% degli utenti tiene i propri dati nelle immediate vicinanze, eseguendo il backup su un disco esterno locale (48,1%) o su una partizione di disco rigido (14,6%). Solo il 37,4% utilizza un approccio al cloud o ibrido tra cloud e in locale.

La bassa percentuale di adozione del cloud presenta un’altra apparente incongruenza. La maggior parte degli utenti afferma che l’accesso libero ai dati è uno dei principali vantaggi offerti dal backup, con una netta maggioranza che sceglie “l’accesso facile e rapido ai dati di backup da qualsiasi posizione” come caratteristica prioritaria. Ciononostante, solo un terzo esegue il backup nel cloud, l’unica opzione che offre la possibilità di recuperare i file da qualsiasi posizione.

Il tipo di dati su cui convergono i maggiori timori degli utenti è rappresentato da contatti, password e altre informazioni personali (45,8%), a cui fanno seguito file multimediali come foto, video, musica e giochi (38,1%).

Poco meno della metà degli utenti è consapevole dei potenziali attacchi online che minacciano i dati, come il ransomware (46%), il malware di mining di criptovalute (53%) e gli attacchi di ingegneria sociale (52%) usati per diffondere i malware. La diffusione delle informazioni relative a questi pericoli sembra aver subito un rallentamento, perché il numero di consumatori consapevoli è aumentato del solo 4% nello scorso anno.

Sono le aziende ad attuare una protezione efficace dei dati nel cloud

Poiché una sola ora di fermo aziendale implica in media 300.000 $ di attività mancate, gli utenti corporate devono conoscere il valore dei propri dati. E poiché è sui CEO e sui dirigenti di alto profilo che ricade la maggiore responsabilità per la protezione dei dati e le procedure di sicurezza all’indomani delle eventuali violazioni, la leadership va assumendo un atteggiamento proattivo.

Ciò spiega perché gli utenti business intervistati da Acronis per il World Backup Day siano ormai pronti a proteggere i propri file, applicazioni e sistemi, con una netta maggioranza che sottolinea come sicurezza e salvaguardia dei dati siano gli aspetti prioritari, collocati rispettivamente al primo e al secondo posto.

Per la prima volta il sondaggio del 2019 ha visto la partecipazione delle aziende. Le risposte provengono da strutture di ogni dimensione: un 32,7% di piccole aziende con meno di 100 dipendenti, un 41% di aziende di medie dimensioni con un numero di dipendenti compreso tra 101 e 999 e un 26,3% di grandi imprese che impiegano 1.000 o più persone.

Indipendentemente dalla dimensione, la maggioranza considera la protezione dei dati una priorità ed esegue quindi il backup dei dati ogni mese (35,1%), ogni settimana (24,8%) o ogni giorno (25,9%). Grazie a ciò, è il 68,7% delle aziende intervistate ad affermare di non aver subito durante lo scorso anno perdite di dati che hanno causato periodi di inattività.

Le stesse aziende appaiono anche fortemente consapevoli dei rischi più recenti che corrono i propri dati; per questa ragione si dichiarano preoccupate o fortemente preoccupate dai ransomware (60,6%), dal cryptojacking (60,1%) e dagli attacchi di ingegneria sociale (61%).

Nella pratica, le aziende di ogni dimensione si affidano ai backup nel cloud: il 48,3% in modo esclusivo e il 26,8% adottando una combinazione di backup locale e cloud.

Considerati i timori dichiarati a proposito della sicurezza e della salvaguardia dei dati, la loro fiducia verso il cloud è comprensibile. L’esigenza di “backup affidabili che rendano i dati sempre accessibili per il ripristino” è soddisfatta quindi dal backup offsite nel cloud, che garantisce la sopravvivenza dei dati anche se un incendio, un alluvione o un’emergenza naturale distrugge le strutture aziendali. In termini di sicurezza (“i dati devono essere protetti dalle minacce online e cybercriminali”), il cloud rappresenta una sorta di cuscinetto che gli attacchi malware hanno difficoltà a violare.

Difendersi dai nuovi malware

Poiché le minacce ai dati continuano a mutare a una velocità straordinaria, tanto i singoli quando le aziende devono adottare soluzioni che forniscano una protezione dei dati di vasta portata, flessibile al punto da includere backup locali, ibridi e cloud, nonché funzioni proattive di backup e difesa dal malware.

Soltanto le soluzioni di backup Acronis – Acronis Backup per le aziende e Acronis True Image per l’uso personale – integrano una difesa contro il ransomware basata su intelligenza artificiale che individua e arresta il ransomware in tempo reale e ripristina automaticamente qualsiasi file oggetto di attacco. L’efficacia della tecnologia è comprovata: solo lo scorso anno ha bloccato oltre 400.000 attacchi ransomware.

La versione più recente di questa difesa integrata, denominata Acronis Active Protection, è stata recentemente migliorata ed è oggi in grado di bloccare anche i malware di mining delle criptovalute.

Raccomandazioni di protezione informatica per il World Backup Day

Che dobbiate proteggere i file personali o difendere la business continuity della vostra azienda, Acronis vi offre quattro semplici consigli per la protezione dei dati.

  • Avere sempre a disposizione un backup recente dei dati più importanti. Conservate le copie del backup in locale (così che sia disponibile per ripristini rapidi e frequenti) e nel cloud, per garantire di avere tutto il necessario per il ripristino nel caso in cui un incendio, un’alluvione o una qualsiasi emergenza colpisca la struttura.
  • Verificare che sistema operativo e software siano sempre aggiornati. Un sistema operativo o una app obsoleti non sono affidabili in quanto non vengono aggiornate le correzioni dei bug e le patch di sicurezza che contribuiscono a impedire l’accesso ai sistemi da parte dei criminali informatici.
  • Prestare la massima attenzione a email, link e a allegati sospetti. La maggior parte delle infezioni da virus e ransomware sono il risultato di tecniche di ingegneria sociale che ingannano le persone ignare invitandole ad aprire allegati infetti o a visitare siti web che ospitano malware.
  • Installare un software anti-virus e attivare gli aggiornamenti automatici, così che il sistema sia sempre protetto contro i ceppi di malware noti e diffusi. Gli utenti di Windows devono mantenere Windows Defender sempre attivo e aggiornato.

Alla vigilia del World Backup Day, Acronis prevede che il 2018 sarà l’anno peggiore per numero di attacchi informatici e di incidenti con perdita di dati a causa della crescente raffinatezza degli attacchi, del proliferare delle famiglie di ransomware e della scarsa consapevolezza della minaccia tra gli utenti.

Secondo una nuova indagine sulla protezione dei dati commissionata da Acronis, oltre il 60% degli intervistati non ha mai sentito parlare del ransomware, una minaccia costosa che secondo le stime nel 2019 inciderà per oltre 11 miliardi di dollari (lo scorso anno erano 5 miliardi). Nel 2017, il numero delle varianti di ransomware è aumentato del 46% e questo ha reso più difficili la prevenzione e il rilevamento. Gli esperti di sicurezza prevedono che questa minaccia informatica continuerà a diffondersi. Se quest’anno veniva colpita un’azienda ogni 40 secondi, nei prossimi due anni la frequenza degli attacchi scenderà a 14 secondi, e questo senza contare gli attacchi ai privati, che sono molto più frequenti. Acronis lancia un avvertimento: solo una soluzione di backup sicura e di alta qualità con protezione proattiva dal ransomware integrata può prevenire le perdite di dati e mettere al sicuro i dispositivi.

Se non si sa che cosa è il ransomware e come evitare di restarne vittime, il costo per privati e aziende potrà solo aumentare. I criminali che si servono del ransomware hanno perfezionato le tecniche di ingegneria sociale e continuano ad approfittare delle falle nella sicurezza che permettono di aggirare gli antivirus tradizionali, incapaci di rilevare questo tipo di attacchi. Secondo il Ponemon Institute, il 69% delle aziende non ritiene che l’antivirus utilizzato sia in grado di bloccare le minacce in circolazione.

Inoltre, da quando i criminali informatici si sono resi conto dell’efficacia dei backup nello sventare i loro attacchi, molti nuovi ceppi di ransomware hanno iniziato a prendere di mira i file e il software di backup. Il 62% degli intervistati non sapeva che il ransomware può crittografare i file e i backup. Ma il dato più sconcertante è che il 33% non fa alcun backup dei dati. Soltanto soluzioni di backup sicure come Acronis Backup e Acronis True Image, dotate di protezione attiva dal ransomware basata su IA, sono in grado di rilevare e bloccare attacchi sofisticati di questo genere.

L’anno scorso gli attacchi ransomware hanno fatto notizia. Eppure, malgrado siano sempre più frequenti, la consapevolezza del problema e l’importanza attribuita alla prevenzione sembrano in calo“, ha dichiarato John Zanni, presidente di Acronis. “È necessario sensibilizzare maggiormente il pubblico perché si renda conto di quanto è importante eseguire un backup sicuro e proteggere i dati. In occasione del nostro 15° anniversario, il nostro impegno è aiutare la gente a proteggere i dati, dovunque risiedano.

Il ransomware è un killer silenzioso di tutte le informazioni che vengono scambiate nel mondo. I recenti attacchi ransomware in serie hanno dimostrato che aziende e istituzioni di tutto il mondo avevano sottovalutato questa minaccia sempre più diffusa. Ciò che desta preoccupazione è soprattutto il fatto che le vittime sono disposte a pagare un riscatto piuttosto che proteggere in modo proattivo i loro sistemi e dispositivi. Tuttavia, il diffondersi di questa minaccia ha obbligato società come Acronis a sviluppare tecnologie innovative per consentire ad aziende e privati in tutto il mondo di far fronte agli attacchi ransomware.” Robert Westervelt, Research Director, Security Products, IDC

All’inizio di questo mese, Acronis ha condotto un’indagine tra i consumatori sulla protezione dei dati, interrogando utenti generici di internet in sette paesi, questi gli altri risultati emersi dall’indagine:

  • Quasi il 39% degli intervistati ha in casa quattro o più dispositivi, e quindi aumentano gli endpoint e i dati da proteggere
  • Oltre il 29% degli intervistati ha subito una perdita di dati

Prepararsi agli attacchi informatici con Acronis Active Protection

Per rispondere al dilagare dell’epidemia di ransomware, Acronis ha migliorato le sue soluzioni di backup con un’innovativa tecnologia anti-ransomware. Introdotto nel gennaio 2017, Acronis Active Protection™ protegge attivamente sia i file che i backup degli utenti identificando e bloccando gli attacchi ransomware in tempo reale. Negli ultimi dodici mesi, Acronis Active Protection ha bloccato 200.000 attacchi in 180.000 dispositivi di privati.

Acronis ha presentato anche Acronis Active Protection Free, un livello di difesa aggiuntivo utilizzabile insieme ad altre soluzioni di protezione dei dati come antivirus e software di backup di altre marche. Il programma monitora i processi del sistema in tempo reale per rilevare e bloccare automaticamente gli attacchi che le altre soluzioni non riescono a contrastare. Quando un ransomware colpisce, Acronis Ransomware Protection blocca il processo dannoso e informa l’utente con un messaggio a comparsa. Se durante l’attacco sono stati danneggiati dei file, ne facilita anche il ripristino istantaneo.

Consigli per il World Backup Day

Acronis consiglia quattro semplici mosse per proteggere i dati:

  • Avere sempre un backup dei dati importanti. Archiviare i dati sia in locale che su cloud.
  • Mantenere sempre aggiornato il sistema operativo e il software, per impedire ai criminali informatici di entrare nel sistema sfruttando eventuali vulnerabilità note.
  • Fare attenzione alle e-mail, ai link e agli allegati sospetti. Il metodo di infiltrazione più efficace utilizzato dal ransomware è spingere gli utenti ad aprire allegati e-mail infetti e a fare clic su link che rimandano a siti web dannosi.
  • Installare un software antivirus sul computer e abilitare gli aggiornamenti automatici delle definizioni dei virus. Per chi usa un PC, controllare che Windows Defender sia abilitato e aggiornato.

Per saperne di più su come proteggere i dati, visitate il sito https://www.acronis.com/it-it/promo/world-backup-day/