Jonney Shih detta la linea: il futuro è Zenfone 6

Jonney Shih detta la linea: il futuro è Zenfone 6

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Il numero uno di Asus parla di uno smartphone “che ci aprirà le porte del futuro”. Ecco come

Lo smartphone ci aprirà le porte del futuro”. È sicuro di questo Jonney Shih, presidente di Asus dal 2003: “è una macchina che diventerà il dispositivo più importante nell’era del cloud e dell’intelligenza artificiale, del machine learning e del 3D sensing”.

Abbiamo, insomma, tra le mani il domani. E ancora non ce ne rendiamo conto. È la presentazione del nuovo Zenfone 6 l’occasione per dettare la linea, indicare il cammino della tecnologia. Un percorso che, per Asus, vedrà protagonista l’innovazione e non il mass market, la qualità e non la quantità, addirittura la nicchia e non la massa. Con questa filosofia il colosso di Taiwan, che produce dagli smartphone alle schede madri, passando per lettori ottici e PC, mira a fare della modernità e dello sviluppo le sue parole d’ordine. E in un’era in cui l’approccio cinese del numero e dell’espansione la fa da padrone, Asus decide di differenziarsi e di stringere partnership importanti con Intel, Microsoft, Qualcomm e Google.

La rivoluzione di Jonney Shih

La rivoluzione è cominciata proprio con Jonney Shih, da sedici anni numero uno dell’azienda. Considerato uno dei più importanti imprenditori del mobile tech, è nato a Lu-Kang, a Taiwan. Ha una laurea in Ingegneria Elettronica e un Master in Business Management all’Università Nazionale di Chao-Tung. Dopo un primo periodo di lavoro ad Acer, nel 1989 passa ad Asus, prima da Chief Executive Officer, poi come Chairman and Chief Branding Officer. La sua è stata una rivoluzione lenta, ma totale. Nei design, nei materiali usati, nelle scelte. Come quella di sviluppare gli smart phone game, oppure la sperimentazione su ogni sorta di interfaccia dell’utente: dalla voce ai gesti.

Una delle sue mosse più importanti è stata quella del 2006, quando decise di lanciare l’Eee Pc. Uomo carismatico, leader visionario, ma soprattutto uomo normale: alcuni racconti lo descrivono scarno ed essenziale nelle trasferte di lavoro, in cui rifiuta qualsiasi camera da lusso, suite o camera speciale. Solo stanza normalissime, per dare l’esempio a tutta l’azienda.

Zenfone 6 e l’intelligence Machine

Adesso il prossimo passo è Zenfone 6. Una serie di cellulari che, nella sua visione, aprirà le porte dell’Intelligence Machine, una tecnologia già sperimentata con grandi risultati nell’ambito delle slot machine online. “Quando siamo entrati nel mondo del mobile abbiamo subito pensato all’innovazione” ha spiegato Shih, che ha fatto riferimento al primo Padfone, ovvero lo smartphone che può essere usato in maniera singola ma anche all’interno di un tablet, con tastiera integrata, in maniera da “costruire” un computer portatile. “Ora li abbiamo creati ancora più economici. Il motivo per cui adesso abbiamo cambiato marcia è legato al momento, sono convinto sia quello giusto per tornare indietro e ritrovare la vera anima di Asus”.

Un’anima che ovviamente quella del futuro. E infatti Zenfone 6 sarà il dispositivo più importante della nostra vita futura, in grado di interagire con noi ma anche con la nostra casa, con i nostri dispositivi elettronici, magari anche con la nostra vettura. Una sorta di “lusso potenziale”, un concetto sviluppato da Jonney Shih per offrire ai consumatori tutto ciò di cui hanno bisogno. Come la fotocamera “ribaltabile”, la batteria da 5.000 mAh da due giorni di autonomia, il sensore da 48 megapixel, tutte caratteristiche di Zenfone 6.

Un business sostenibile, una crescita organica, senza voler raggiungere il market share. È un percorso difficile ma è la nostra strategia”, con queste parole Fabio Capocchi, General Manager Mobile a livello Emea della società ha spiegato la strada del futuro di Asus. Che ha aperto le porte al domani. Con un semplice smartphone.