Finestra sul mondo

A chi non è capitato almeno una volta di avere un black out della propria mente? E così ci si ritrova inermi con la cornetta in mano senza riuscire a comporre il numero di telefono che conosciamo da sempre o di fronte alla commessa che aspetta che digitiamo sul terminale il solito pin che la banca ci ha affidato da anni. Sovraccarichiamo talmente tanto la nostra mente di informazioni che non dobbiamo stupirci se a volte si concede di staccare la spina. Per fortuna (o purtroppo) la tecnologia sembra venirci in soccorso colmando le nostre carenze, ma non solo. Con il suo supporto ci ha infatti resi forse un po’ pigri, visto che ci offre la possibilità di affidarci a lei piuttosto che sforzarci di memorizzare.

E chi meglio di Kingston Technology, il principale produttore di memorie del mondo, avrebbe potuto condurre un sondaggio per capire a che livello si trova la memoria degli italiani?

In un Paese in cui 45 milioni di persone hanno uno smartphone[1], il gesto di  annotare i numeri di telefono sull’agendina sembra davvero preistoria. Infatti, il 44% degli intervistati dichiara di non considerare nemmeno l’ipotesi di sforzarsi di memorizzare i numeri a memoria dal momento che qualcuno ha ben pensato di includere di serie la rubrica dei contatti nei telefonini. Per fortuna, si salva ancora un buon 54% che ricorda almeno qualche numero tra i più importanti.

La tecnologia ci “salva” anche quando è il momento di fare gli auguri ad amici e parenti: l’app di Facebook evita brutte figure con i propri cari al 63% dei rispondenti, segnalando tramite notifica sul proprio profilo il compleanno dei propri contatti.

Anche di fronte a operazioni di calcolo veloci, la maggioranza (43%) si affida alla tecnologia appellandosi all’infallibile app del telefono, che in un batter di ciglio fornisce il risultato esatto e senza margini di errore. Il 38%, invece, dichiara di non avere problemi a fare addizioni e sottrazioni a mente.

E dopo la matematica, Kingston Technology ha cercato di scoprire come ce la caviamo nel Bel Paese con la storia. Di fronte a domande a bruciapelo su date e momenti storici di rilievo, il 48% ammette di non esitare… a fiondarsi sul web per cercare la risposta corretta. Possiamo contare – forse – su quel 29% che probabilmente, ai tempi della scuola, alzava la mano per primo e rispondeva alla professoressa senza indugio.

Tra carte di credito, tessere fedeltà, account per i più improbabili dei profili, siamo sommersi da dati di accesso, password e pin. Il 62% ha memorizzato solo alcune di quelle che utilizza più spesso, mentre solo il 31% le ricorda praticamente tutte. Per fortuna, solo il 7% cade nell’errore di salvare queste informazioni strettamente confidenziali sul proprio telefonino.

Infine, Kingston con il sondaggio ha scoperto che al volante, un 44%, forse con poco senso dell’orientamento e memoria, non può più fare a meno del navigatore, mentre in cucina, il 75% di chi si diletta ai fornelli non si sforza di ricordare le ricette della nonna ma segue pedissequamente le indicazioni dei migliaia di blog presenti in rete.

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La maggior parte delle persone si lamenta di avere una pessima memoria, ma molto spesso questo accade perché utilizziamo male uno dei mezzi più potenti di cui disponiamo: la mente. Siamo dotati di una memoria perfetta, ma pochi sanno impiegarla al meglio”, ha dichiarato il Dott. Giovanni Sposito (esperto in formazione comportamentale e formatore presso Egoformazione). “Da anni mi occupo di corsi di memoria e apprendimento efficace e ho allenato migliaia di persone attraverso un metodo che sfrutta memoria visiva e capacità di associazione. Applicandolo, i risultati che si ottengono nel ricordare dati, informazioni, numeri di telefono o appuntamenti sono davvero straordinari. Per sfruttare al massimo la propria memoria occorre “portare il cervello in palestra”, esattamente come si fa con il fisico. Basta imparare ad allenarsi in modo corretto”.

E’ da quando è nata, nel 1987, che Kingston ha come obiettivo di risolvere le esigenze di memoria degli utenti”, ha dichiarato Stefania Prando, Business Development Manager di Kingston in Italia. “Il passo dalla memoria del chip a quella della mente umana è stato breve: ci incuriosiva il fatto di capire come gli ausili tecnologici dei nostri giorni ci supportino proprio in termini di … memoria, area nella quale ci sentiamo piuttosto esperti!”.

[1] Fonte: dati di Mediacells raccolti per il Guardian

Oggi voglio rendervi partecipi della disavventura che ho avuto con Amazon e UPS.
Il giorno 7 agosto ordino un modem/router per un parente, con consegna in provincia di Napoli, indirizzo di consegna già usato per altri 4 ordini sempre con Amazon e con consegne avvenute con Sda, Tnt, Bartolini, senza particolari problemi. Problemi che ci sono stati con quest’ultimo ordine.
La consegna era prevista per il 12 agosto, ma alle 16.37 la tracciabilità viene aggiornata con questo messaggio:
“Il destinatario ha richiesto di trattenere la consegna per una data di consegna futura. / La consegna verrà riprogrammata.” Non avendo richiesto nulla, prontamente telefono a UPS e l’operatore mi comunica che in realtà quel messaggio significa che il corriere non è riuscito a consegnare e la consegna è riprogrammata per il giorno successivo, il 13.
E qui la prima considerazione, se il corriere non è riuscito a consegnare per problemi suoi, perchè non tracciare un altro messaggio? Qualche idea cel’ho!
Seconda considerazione, la consegna era prevista entro le 20 (anche se UPS consegna fino alle 19 e anche qui c’è da capire l’incongruenza) e già alle 16.37 si sono resi conto che non ce la facevano, considerando il punto di smistamento a soli 30km dall’indirizzo di consegna. E anche qui ho le mie idee.
La sera del 12 contatto Amazon tramite chat e l’operatore mi riprogramma la consegna per il 13. Ad una mia richiesta di rimborso per la mancata consegna l’operatrice mi propone solo un estensione di un mese dell’abbonamento prime. Se consideriamo il costo annuale del “prime” di meno di 10 euro, l’offerta è di poco più di 80 centesimi di euro! Da parte mia considero l’offerta abbastanza ridicola.
Il 13 agosto alle 12.46 la tracciabilità viene aggiornata con questo messaggio:
“Destinatario non presente in lista. Stiamo tentando di aggiornare questa informazione.” Anche in questo caso le mie idee le ho!
Peccato che l’indirizzo è reale e verificabile anche su google Maps, come fatto dall’operatore Amazon, il quale durante la telefonata contatta UPS, garantendomi la consegna per il 14 e accordandosi con UPS sul tassativo contatto telefonico da parte del corriere qualora non trovasse l’indirizzo. Mi richiede, quasi pregandomi, se poteva estendermi il “prime” di un mese e accetto.
Il 14 alle 8.37 il pacco viene scansionato in magazzino e l’informazione resta così fino a Martedì, senza ulteriori aggiornamenti se non quello dell’impossibilità di indicare la data di consegna.
Alle 18 contatto UPS per avere qualche notizie, ma l’operatore non ha notizie aggiuntive da fornirmi se non comunicarmi le 19 come orario massimo di consegna.
Aspetto le 19, anche se sapevo inutilmente, e contatto Amazon. L’operatrice mi dice che a quest’ora non le risponde nessuno in UPS e ha compilato una scheda di richiesta di riprogrammazione della consegna. Richiedo un rimborso e dopo avermi messo in attesa per 5 minuti per chiedere, mi comunica che ha fatto richiesta al suo “Team Leader” per la mia richiesta, e seguirà sua mail per comunicarmi se verrà emesso un rimborso sotto forma di buoni sconto.
L’operatrice più volte mi ha ripetuto che se il pacco non fosse arrivato per il 18, potevo richiedere il rimborso, peccato che io non voglia il rimborso ma, visto che io ordino solo quando ho effettivamente bisogno di qualcosa, esigo di ricevere il prodotto da me ordinato.

Il 18 alle 9.30, non vedendo aggiornamenti sulla tracciabilità e per non commettere l’errore di chiamare troppo tardi, contatto il servizio clienti Amazon. L’operatore mi conferma l’emissione di un buono di 5 euro sul mio account e dopo aver contattato UPS, mi conferma la consegna in giornata.
Alle 15.30 non avendo ricevuto nessun pacco ricontatto il servizio clienti Amazon e comunico che essendo stufo della situazione andrò personalmente il 19 nella filiale UPS (75km a/r) a ritirare il pacco. L’operatore chiama UPS per segnalare la situazione e mi da conferma, che qualora il pacco non fosse consegnato (ma alle 16 figuriamoci se consegnano dopo tutto il casino che hanno fatto), il 19 potrò andare a prenderlo nella filiale UPS, comunicandomi i dati della filiale.

Il 19 mattina mi reco alla filiale UPS e ritiro il pacco ponendo finalmente fine a questa storia.

L’unico appunto che faccio ad Amazon, è che già il 13 avrebbero potuto emettere un ordine prioritario con altro corriere, in modo da farmi avere con sicurezza il 14 o al più tardi il 18, il prodotto ordinato. Ma l’unica cosa proposta è stato il rimborso dell’ordine.
UPS, leader mondiale del settore, non ci fa una bella figura e spero che Amazon prenda provvedimenti  e di conseguenza vengano presi provvedimenti con la sede di Arzano, dove il pacco è arrivato il 9 (sabato) e scansionato il lunedì successivo, il giorno 11.

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Le cuffie Jabra BIZ 2300 si aggiudicano ben 2 premi assegnati dalla media company TMC: il TMC 2014 Unified Communications Product of the Year Award e il TMC 2104 Communications Solutions Product of the Year Award.

Jabra è l’unica azienda a essersi aggiudicata ben 2 riconoscimenti.

MILANO, ITALIA, 2 luglio 2014: Jabra, leader nella produzione e commercializzazione di dispositive audio per le comunicazioni a mani libere, annuncia che le cuffie Jabra BIZ 2300, già vincitrici del Red Dot Design Award 2014 e dell’IF Product Design Award 2014, si sono aggiudicate 2 ulteriori riconoscimenti grazie alla loro qualità costruttiva, alle loro performance tecniche, alle tecnologie integrate e alla capacità di soddisfare pienamente le esigenze di comunicazione a mani libere.

TMC, azienda globale di marketing integrato ed editrice di portata mondiale, ha annunciato i vincitori del Prodotto dell’Anno 2014 per le soluzioni di comunicazione e del Prodotto dell’anno per le soluzioni di Unified Communication.

Uno dei premi più ambiti, il TMC Communications Solutions Product of the Year Award rende onore alla qualità eccezionale dei prodotti e servizi lanciati sul mercato negli ultimi dodici mesi e capaci di facilitare le comunicazioni vocali, video e di dati.

“È per me un grande piacere premiare i vincitori di tale premio”, ha dichiarato Rich Tehrani, CEO di TMC. “Essendo chiari leader nei loro settori, tali vincitori rappresentano realmente i migliori prodotti e le più avanzate soluzioni disponibili sul mercato oggi”.

Quest’anno Jabra è l’unica azienda a essere stata premiata con ben 2 Award: il “TMC 2014 Unified Communications Product of the Year Award” e il “TMC 2104 Communications Solutions Product of the Year Award”.

Il dispositivo riconosciuto meritevole di questi due importanti riconoscimenti è la cuffia Jabra BIZ 2300, caratterizzata da una tecnologia di cancellazione del rumore incrementata del 50% e migliore della concorrenza del 20%, cavo in Kevlar rinforzato e funzionalità di mass-deployment.

“Siamo particolarmente felici di questi riconoscimenti che dimostrano quanto Jabra sia attenta alle esigenze del mercato di riferimento e quanto riesca, con prodotti studiati nei minimi dettagli, dal design alle caratteristiche tecniche, ergonomiche e tecnologiche, a soddisfare tali esigenze”, dichiara Jean Baptiste Pain, Direttore Generale Europa del Sud Jabra. “Rivoluzionando completamente il ruolo delle cuffie, le Jabra BIZ 2300 sono studiate appositamente per i contact center del futuro, sempre più efficienti, innovativi e capaci di rispondere tempestivamente alle chiamate in entrata”.

Il processo di studio e progettazione che ha portato alla realizzazione delle Jabra BIZ 2300 è avvenuto in Nord America. Qui lo studio di design internazionale Designit, insieme al team R&S di Jabra, ha individuato la forma e il design più adatto alle cuffie ideali per i contact center intervistando migliaia di operatori che ogni giorno passano ore al telefono, al fine di individuare le loro reali necessità e progettare un dispositivo realmente in linea con i loro bisogni.

Dopo i modelli X, XL e Z della serie Ocean, Ekoore decide di ingrandire la famiglia con altri tre modelli, uno per ogni dimensione, tutti con specifiche al top, e dotati di tecnologia Dual SIM.
Andiamoli a vedere nel dettaglio.

Ocean V

Ocean V – 5.5″, Tutto quello che cerchi.

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Ocean V rappresenta uno dei punti di forza della serie Ocean. Esso è dotato di uno schermo da 5.5 pollici, CPU OctaCore, 2GB di memoria RAM, 16GB di memoria interna espandibile tramite micro SD, fotocamera da 14.1 Mpx, batteria rimovibile da 2400mAh, ed un comparto di connettività completissimo, che comprende anche l’NFC.

Ocean X2

Ocean X2 – 5.0?, Compatto ed Elegante

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Ocean X2 è il successore dei Ocean X. Esso eredita dal fratello maggiore soltanto le dimensioni dello schermo, che sono rimaste da 5 pollici. Il comparto hardware è migliorato sotto tutti gli aspetti: Processore OctaCore, 2GB di memoria RAM, 16 GB di memoria interna espandibile tramite micro SD, fotocamera da 16Mpx e batteria rimovibile da 2000mAh.

Ocean Y

Ocean Y – 4.7?, Completo ed accessibile

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Ocean Y rappresenta lo smartphone della serie Ocean ad avere lo schermo di minori dimensioni: 4.7?. CPU QuadCore, 1GB di memoria RAM, 4GB di memoria interna espandibile tramite micro SD, fotocamera da 8 Mpx, batteria rimovibile da 1800mAh, ed un prezzo davvero basso!

Tutti e tre i nuovi modelli montano Android 4.2.2, con la promessa da parte dell’azienda Italiana dell’aggiornamento ad Android KitKat.

Pe maggiori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale dell’azienda, dove altre a maggiori dettagli e informazioni su questi e altri modelli è possibile procedere all’acquisto degli stessi.
I prezzi sono interessanti, per Ocean V il prezzo è di 339,90, per Ocean X2 di 319,90, mentre per Ocean Y il prezzo è di 169,90.
Non ci resta che aspettare di vederli sul campo.

Il 2014 sarà l’anno dei 64 bit nel mondo mobile, sapevamo che molti produttori tra cui Samsung e Qualcoom erano al lavoro per lanciare i primi SoC (nostro articolo), ma anche nVidia; se però si poteva pensare fossero destinati più che altro a dispositivi top di gamma, l’annuncio di oggi sembra invece presagire una veloce adozione del nuovo standard anche per dispositivi non al top e non solo grazie a Mediatek e Broadcom.

Qualcomm ha presentato ufficialmente il suo primo chipset mobile che supporta l’elaborazione a 64-bit che, sorprendentemente, non è un top di gamma, erede dell’attuale Snapdragon 800, ma lo Snapdragon 410, versione aggiornata del 400, attualmente utilizzato in dispositivi di fascia media come Motorola Moto G, Nokia Lumia 625, HTC One Mini e Samsung Galaxy S4 Mini.

Realizzato utilizzando in processo produttivo a 28 nm, il nuovo Snapdragon 410 supporta connettività “4G LTE e 3G per tutti i principali modi e bande di frequenza in tutto il mondo”, fotocamere fino a 13mp, riproduzione video a 1080p, NFC, e anche dual e Triple SIM.; la GPU è un Adreno 306.
Secondo Qualcomm, lo Snapdragon 410 dovrebbe essere incluso in dispositivi commerciali accessibili e ad alto volume di vendita, nella seconda metà del prossimo anno.

Jeff Lorbeck, senior vice president and chief operating officer, Qualcomm Technologies Cina, ha dichiarato:

“Siamo entusiasti di portare il 4G LTE a smartphone altamente accessibili con prezzi sotto i 150 dollari con l’introduzione del processore Qualcomm Snapdragon 410.
Il chipset Snapdragon 410 sarà anche il primo di molti processori a 64 bit con l’aiuto del quale Qualcomm Technologies guiderà la transizione dell’ecosistema mobile verso l’elaborazione a 64-bit”

Fonte: Unwired View

Torniamo a parlare del Progetto di Motorola “ARA”; se ancora non lo conoscete potete leggere |“Motorola ARA, smartphone modulare con componenti personalizzabili e sostituibili”| comunque il prinicpio di fondo è semplice quanto geniale, fare uno smartphone in cui, come per i PC, i componenti sono sostituibili.

L’occasione ce la fornisce un intervista fatta, tramite hangouts, dal famoso youtuber Marques Brownlee al CEO di Motorola in persona, Dennis Woodside durante la quale ha parlato di Moto X, Moto G, device indossabili e proprio del futuro del progetto ARA.

Il CEO ha rivendicato il ruolo di Motorola come azienda indipendente, e Google è più un “investitore” che ha permesso loro di lavorare sul futuro senza pensare al profitto nell’immediato.
Con orgoglio poi ha sottolineato come Moto X sia “tutto Motorola”.

A proposito di progetti per il futuro quello “ARA” è sicuramente il più interessante e con più potenziale.
Woodside ha rivelato l’esistenza di un prototipo avanzato, la principale difficoltà attualmente è la mancanza di uno standard per consentire alle varie componenti, altoparlante, fotocamera ecc di dialogare direttamente con la scheda madre.
In modo molto simile a Google, Motorola vuole creare uno standard aperto, piuttosto che costruire soluzioni proprietarie.

Ha poi parlato del potenziali opportunità che “ARA” rappresenta per i produttori di componenti, con “un sacco di aziende coinvolte”, che potrebbero vendere non solo ai partner hardware, come è ora, ma anche direttamente ai consumatori.
Woodside ha anche accennato al fatto che, quando il prodotto sarà pronto, il piano è quello di offrirlo attraverso Moto Maker, il servizio di personalizzazione inaugurato con Moto X.

Ha anche confermato l’interesse dell’azienda per i device indossabili facendo capire che sta studiando auricolari Bluetooth più “smart” e altri tipi di dispositivi, tra cui un SmartWatch.
Se conoscete l’inglese potete guardare l’intervista completa qui sotto. Buona Visione!

Fonte: phone Arena

Una settimana fà esordiva sul Play Store “Play Edicola”, la nuova app/servizio di Google, che unifica Currents e Magazine e rappresenta una sorta di edicola virtuale, raccogliendo fonti web e, un domani anche in Italia, le versioni elettroniche delle riviste e dei quotidiani tradizionali (nostro articolo).

Vi avevamo già parlato della possibilità di seguirci attraverso questa App, aggiungendoci manualmente tramite link, ma si trattava solo di feed; ora anche Smartphone Italia è sul Google Play come fonte.
Basterà cliccare il ink seguente e accedere da browser al proprio account Google, se non lo si è già, e tutti i canali di Smartphone Italia saranno automaticamente aggiunti e accessibili attraverso un’unica icona nella schermata “Leggi Ora”.

[jbutton a_css=”border:4px dark blue;” color=”dark blue” size=”large” link=”http://www.google.com/producer/editions/CAowu67aBw/smartphone_italia” newpage=”yes”]Aggiungi Smartphone Italia a Google Play Edicola[/jbutton]

Avrete così accesso a tutte le sezioni OS del Blog, raggiungibili con un tap sull’etichetta, ma anche al canale Youtube, alle nostre pagine Social su Facebook, Twitter e Google+, ma anche visionare le “Ultime da Forum”.
E’ certamente un un’altro modo facile e veloce per seguirci, speriamo sempre con più interesse.

Grazie!

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L’N900, se non vi ricordate, era un dispositivo del 2009 con sistema operativo Maemo di Nokia che con un browser completamente funzionale con supporto Flash e un ottimo multitasking, un sorta di piccolo tablet con funzioni telefoniche.

Uno sviluppatore noto come Winocm è riuscito a far eseguire con successo a questo smartphone il “kernel XNU”, il fondamento di OS X e iOS.
Il porting di questo elemento centrale del sistema operativo di Apple non include tutte le funzioni dell’interfaccia utente, e non funziona come un sistema operativo completo.

Lo stesso sviluppatore ha dichiarato di non avere intenzione di lavorare su qualsiasi supporto dell’interfaccia utente, ma continuare lo sviluppo per perfezionarne il funzionamento anche sugli altri SoC supportati.
Non è infatti supportata solo l’architettura dell’N900 ma complessivamente l’hardware in grado di eseguire il boot comprende:

  • ARM RealView Emulation Baseboard (ARMPBA8_ALT)
  • ARM RealView Platform Baseboard for Cortex-A8 (ARMPBA8)
  • Texas Instruments OMAP3530 (BeagleBoard/BeagleBoard xM) (OMAP3530)
  • Texas Instruments OMAP3430 (Nokia N900) (OMAP3430_RX51)
  • Texas Instruments AM335x (BeagleBone/BeagleBone Black) (OMAP335X)

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Il progetto poi, essendo Open Source, può essere portato avanti e completato, anche per quanto riguarda l’interfaccia, grazie all’apporto di altri sviluppatori.
Che si stia avvicinando il giorno in cui vedremo girare un iOS completo su dispositivi non Apple?

Fonti: phone Arena, Sito dello Sviluppatore

Qualcomm ha annunciato Snapdragon 805 l’erede dell’attuale SoC top di gamma.
Dispone di un CPU quad-core Krait 450, la prima CPU mobile a funzionare a velocità fino a 2,5 GHz per core, e supporta una larghezza di banda della memoria fino a 25,6 GB/secondo per fornire prestazioni superiori in campo multimediale e nella navigazione web.

E’ dotato della nuova GPU Adreno 420 che secondo Qualcomm fornisce una potenza grafica fino al 40 per cento maggiore rispetto al suo predecessore.
Introduce inoltre il supporto per la “hardware tessellation” e i “geometry shader”, per una grafica più realistica.

Lo Snapdragon 805 è il primo processore mobile ad offrire a livello di sistema il supporto Ultra HD, e alla cattura e riproduzione video 4K.
Supporta “Hollywood Quality Video” (HQV) per la post-elaborazione video, e introduce la decodifica hardware 4K HEVC (H.265) per il mobile per la riproduzione video HD con basso consumo di energia.

E il primo processore mobile con avanzato sensore integrato di elaborazione, a basso consumo che integra un giroscopio per la stabilizzazione delle immagini.
Non manca il supporto a fotocamere con throughput dati fino al Gpixel/s e un “dual camera Image Signal Processors (ISPs)”.

Può integrare i modem Qualcomm® Gobi™ MDM9x25 o il MDM9x35.
Il Gobi™ MDM9x25 supporta LTE carrier aggregation and LTE Category 4 con trasferimento dati fino a 150Mbps.
La connessione Wi-Fi dual-band Qualcomm® VIVE ™ 802.11ac permette lo streaming wireless di video 4K e grazie a una interfaccia a basso consumo PCIe al QCA6174 Wi-Fi può raggiungere oltre 600 Mbps con range di funzionamento ampliato con contemporanea connessione Bluetooth e con un impatto minimo sulla durata della batteria.

Il processore Snapdragon 805 è ancora allo stadio di sample e dovrebbe essere disponibile in dispositivi commerciali entro la prima metà del 2014.

Fonte: Qualcoom

Il campo delle batterie è sicuramente uno di quelli che potrebbe in futuro compiere grandi passi nello sviluppo (o almeno lo speriamo).

Uno di problemi è certamente la durata ma c’è anche un aspetto molto importante perchè riguarda la sicurezza.
Purtroppo i casi che hanno recentemente coinvolto utenti Apple e Samsung, hanno messo in luce uno dei rischi dell’attuale tecnologia agli ioni di litio, il rischio esplosione.
C’è poi una questione strettamente connessa al futuro prossimo della tecnologia, la realizzazione di dispositivi con display flessibili che non siano solo curvi ma realmente flessibili, sia nel campo della cosiddetta elettronica indossabile, sia nel caso di smartphone o smartwatch.

La risposta alle due ultime questioni potrebbe arrivare dalla tecnologia alla base delle batterie che Samsung ha presentato al “Korea Energy Show 2013”.
Si tratta di batterie allo stato solido flessibili, che oltre a da essere appunto flessibili non soffrono di “deriva termica”, un fenomeno che causa l’aumentare a un ritmo accelerato della temperatura della batteria, che è la ragione principale dell’esplosione delle batterie.

Attualmente uno dei principali motivi per cui queste batterie non sono solo ancora utilizzati nei dispositivi è la difficoltà a raggiungere le capacità delle tradizionali batterie al litio, problema che Samsung prevende di risolvere entro il 2015.

Fonti: SAMMOBILE, phone Arena