Canonical dichiara: Ubuntu Touch punta alla fascia media. Obbiettivi e rischi

Canonical dichiara: Ubuntu Touch punta alla fascia media. Obbiettivi e rischi

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L’esordio sul mercato dei primi smartphone Ubuntu Touch si avvicina e il CeBIT, la fiera del computer annuale che si tiene ad Hannover, in Germania, è stata l’occasione per Canonical di parlare degli obbiettivi e della strategia dell’azienda.

Shuttleworth di Canonical ha ribadito che il piano per le offerte di telefonia mobile di Ubuntu si indirizzerà alla fascia media/medio-alta del mercato, con una fascia di prezzo compresa tra i 200 $ e i 400$.

“Stiamo puntando in alto, perché vogliamo che le persone che sono alla ricerca di una molto forte, bellissima esperienza e perché la nostra ambizione è quella la vendita al PC futuro, il futuro dei motori di personal computing.”

I primi due dispositivi ad essere lanciati saranno come sappiamo realizzati dalla cinese Meizu e dalla spagnola Bq (nostro articolo); la prima dovrebbe realizzare una versione del suo MX3 dotato di display 5.1″, processore Samsung 8-core ARM Cortex 15, GPU 3-core e 2GB di RAM, la seconda una versione del suo Aquaris, presumibilmente dual sim e con display da 4.5 pollici. Certamente appare chiaro che i dispositivi dovranno dimostrare rapporto qualità-prezzo nei confronti della forte concorrenza nel segmento.

Questi dispositivi si dovranno scontrare infatti al limite superiore di questa fascia di prezzo ad esempio con il Nexus 5, con caratteristiche top come processore Snapdragon 800, 2GB di RAM e uno schermo 1080p, e al limite inferiore a uno come il Motorola Moto G dtato di un rapporto qualità prezzo altrettanto alto con buon display autonomia e un buon processore quad-core e il più recente sistema operativo Android 4.4.

A proposito di ‘valore’ dell’offerta non si può certo trascurare il fattore ecosistema di App e Servizi; Android ha applicazioni e giochi per ogni gusto e esigenza e già installate non mancano quelle per musica, file, contatti, e-mail, calendario e stesso vale per Apple e, sempre più, per Windows Phone.
E’ per questo motivo, in particolare, che gli utenti iPhone non sono, afferma Shuttleworth, parte del target di riferimento:

“Un utente iPhone non è il nostro target di riferimento, perché c’è un certo grado di attaccamento emotivo per l’ecosistema Apple. Noi non vediamo la stessa connessione emotiva per altre piattaforme. Vogliamo creare qualcosa con la quale le persone avranno un’attaccamento.”

L’attaccamento è fondamentale, e ci si chiede quanto spazio riuscirà a farsi Ubuntu Touch convincendo gli utenti a preferire Scope a Google rinunciare alla sterminata offerta del Google Play Store, alla possibilità di personlizzazione e all’apertura di Android.
La prospettiva è ritagliarsi un mercato di nicchia ma se ci sichiede quanto piccolo possa essere per permettere la sopravvivenza del sistema anche se da questo punto di vista Michael Hall, un impiegato Canonical, ha affermato che la compagnia e i suoi partner hardware sarebbero contenuti avendo solo l’1% del mercato mobile.

“A differenza di chi [Microsoft, Blackberry] ha provato e fallito, non abbiamo bisogno di dominare il mercato per avere successo. Anche solo l’1% del mercato sarebbe sufficiente per sostenere e continuare lo sviluppo di Ubuntu per i telefoni, e probabilmente contribuire a coprire i costi di sviluppo per i desktop … non abbiamo bisogno di vincere alla grande per vincere”.

Il presupposto è che l’1 % di un enorme mercato è meglio del 50 % di una minuscolo, ma il problema è che anche una quota così piccola richiederà comunque un enorme numero di telefono venduti; tenendo conto infatti del miliardo di smartphone venduti l’anno scorso, per raggiungere questo obiettivo dovrebbero essere venduti 10 milioni di telefoni Ubuntu all’anno.
Con una base di 22 milioni di desktop Ubuntu questo non è un obiettivo impossibile, ma piuttosto sottolinea l’audacia del compito a portata di mano.

Fonte: OMG Ubuntu